La Finanza mette i sigilli a una parte dello stadio Mazza (BusinessPress)
La Finanza mette i sigilli a una parte dello stadio Mazza (BusinessPress)

Ferrara, 8 luglio 2019 - Irregolarità nelle esecuzioni dei recenti lavori per la realizzazione, tra l'altro, della copertura delle tribune, soprattutto in riferimento alle normative antisismiche. Per questo motivo, la guardia di Finanza ha sequestrato (foto) una parte dello stadio comunale 'Paolo Mazza' di Ferrara: in particolare, i sigilli sono stati messi alle coperture delle tribune nord ed est e la struttura della gradinata realizzati durante i lavori l'anno scorso. E ha iscritto otto persone nel registro degli indagati.

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Un provvedimento mette a rischio l'avvio della prossima stagione, già fissato per il 24 agosto: che la Spal rischia di non poter giocare nel suo impianto casalingo almeno nelle prime giornate. Gli accertamenti tecnici dispoti dalla procura, infatti, prevedono la nomina di uno specialista con la possibilità per gli otto indagati di nominare i propri esperti di parte. Sulla base degli esiti, l'indagine prenderà una direzione piuttosto che un'altra. È difficile, però, che prima di un paio di mesi, come minimo, ci siano le conclusioni.

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Lo sponsor tra gli indagati

Il provvedimento è stato emesso dalla Procura ferrarese nell'ambito di un'inchiesta con otto indagati per falso ideologico e frode in pubbliche forniture. Tra gli indagati, ci sono il direttore dei lavori, collaudatori e imprenditori che hanno eseguito i lavori. In particolare, spicca il nome di Giuseppe Tassi, titolare della principale ditta che ha lavorato all'ampliamento dell'impianto. La Tassi Group, peraltro, è sulle magliette di gioco della Spal, come sponsor dei biancazzurri dal 2017. Con sede a Cento (Ferrara), il gruppo opera da 20 anni nel settore delle coperture civili e industriali.

L'esposto

L'inchiesta è partita alcuni mesi dall’ultimazione dei lavori, dall'esposto di una delle imprese subappaltatrici: i titolari della ditta hanno inviato a Spal, Prefettura, Questura, Coni e Comune di Ferrara, una diffida all'utilizzo delle strutture poiché sussisterebbero "criticità severe nella esecuzione delle procedure di montaggio tali da esporre gli spettatori a pericoli reali e sussistenti". Dopo l'esposto, le indagini messe in campo dalle Fiamme Gialle hanno evidenziato presunte irregolarità nell'esecuzione dei lavori: le analisi preliminari del consulente tecnico del Pm, infatti, hanno evidenziato che l'abbassamento massimo rilevato in sede di collaudo a seguito delle prove di carico e l'abbassamento residuo allo scarico risultano superiori rispetto a quelli teoricamente previsti. L'ipotesi su cui verranno fatte verifiche, è che i lavori siano stati attestati come conformi al progetto e rispettosi della normativa antisismica, attraverso l'emissione di certificati di collaudo, di cui, tuttavia, è stata valutata la falsità. Spal e Comune sono parte lese e non risultano in alcun modo nella lista degli indagati.

La difesa

"Siamo allibiti da quanto sta succedendo, sono stato contattato questa mattina dai miei clienti perché erano in corso le perquisizioni, ma non ho potuto vedere ancora il fascicolo quindi non so esattamente cosa gli viene contestato. Dobbiamo valutare tante cose", spiega l'avvocato Vincenzo Bellitti, del foro di Ferrara, che assiste due degli otto indagati, ovvero il direttore dei lavori e un collaudatore. "Gli investigatori sono stati a casa e negli uffici dei miei assistiti e hanno acquisito determinati documenti - continua il legale - in ogni modo bastava chiederli e li avremmo consegnati immediatamente. È presto per aggiungere altro, posso solo dire che li ho sentiti e sono comunque sereni".

Spal e Comune

L'amministrazione comunale di Ferrara e la Spal Sr, "come parti lese" auspicano "che le verifiche finalizzate a chiarire la situazione vengano effettuate nel minor tempo possibile, al fine di garantire a tutti i tifosi spallini la fruizione dell'impianto cittadino", è il secco commento che si legge in una nota pubblicata sul sito del club biancazzurro.