Il questore Cesare Capocasa ha emesso un ammonimento nei confronti dell’ex socio, 64 anni
Il questore Cesare Capocasa ha emesso un ammonimento nei confronti dell’ex socio, 64 anni

Ferrara, 26 luglio 2020 - Non sono solo le storie d’amore finite male a fare da carburante per l’ossessione degli stalker. Può infatti capitare che gli atti persecutori abbiano come teatro il luogo di lavoro. Soprattutto se a dividere i soci ci si mettono le diverse idee sulla gestione della società e un’invenzione contesa. Ed è proprio a causa di questa scoperta che il protagonista della vicenda – un uomo di 64 anni – si è messo a vessare i colleghi che, a suo dire, lo avevano allontanato con l’intenzione di estrometterlo dal progetto. Il copione che ne è seguito è quello classico delle storie di stalking. Appostamenti sotto casa e sul luogo di lavoro. Incontri conditi con insulti e minacce di denunce, oltre a una vera e propria campagna diffamatoria fatta di false notizie sul conto dei rivali. Storie raccontate a destra e a manca con lo scopo, secondo gli inquirenti, di mettere in cattiva luce l’operato degli ex soci in affari.
 

Il tutto è sfociato in una denuncia alla polizia di Stato che si è subito messa a indagare sull’accaduto. Il primo risultato delle attività investigative è stato un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, firmato nella primavera scorsa dal gip di Ferrara. Beneficiario del provvedimento è stato il primo dei due soci finiti nel mirino dello stalker. A questo si è aggiunto, nelle scorse ore, un ammonimento da parte del questore Cesare Capocasa a beneficio del secondo malcapitato imprenditore , un uomo di 55 anni, che aveva a sua volta denunciato di essere vittima dello stesso tipo di vessazioni a cui era stato sottoposto il collega. Al centro di tutta la vicenda, si diceva, c’è un brevetto avveniristico. I soci – fondatori di una srl con sede nel Bolognese – avevano infatti realizzato un sistema modulare per la produzione di energia elettrica. Un dispositivo che avrebbe rappresentato il fiore all’occhiello della loro società. L’idillio imprenditoriale, però, non è durato molto. Dopo alcuni anni, infatti, sono nati i primi screzi. In particolare, secondo le ricostruzioni degli investigatori della polizia di Stato, il 64enne sarebbe entrato in conflitto con gli altri riguardo alla gestione della società. Non solo. Quest’ultimo riteneva che uno dei rivali si fosse impossessato della sua idea e che i due volessero escluderlo dagli affari. La lite si è conclusa con l’allontanamento del futuro stalker dall’azienda.
 

Da quel momento, i rapporti tra il 64enne e gli altri due soci si sono congelati. Passato il periodo delle discussioni, sembrava che il peggio fosse alle spalle e che l’ormai ex collega si fosse fatto una ragione della fine del rapporto lavorativo. Ma così non era. Quattro mesi dopo lo strappo, nel dicembre del 2019, l’uomo ha rotto il silenzio e ha iniziato a mettere in atto la sua vendetta fatta di appostamenti, insulti, pedinamenti e interferenze con l’attività lavorativa dei malcapitati. L’ex collega avrebbe infatti messo in giro false notizie sul loro conto allo scopo di screditarli con amici, conoscenti, clienti e fornitori. Dopo il divieto di avvicinamento – scaturito dalla querela del primo socio – il lavoro della divisione anticrimine della questura è proseguito, portando all’emissione di un altro provvedimento – quello dell’ammonimento – nato dalla denuncia del secondo imprenditore. Il questore Capocasa ha quindi provveduto a intimare allo stalker di interrompere qualsiasi tipo di contatto o comportamento lesivo della persona offesa. "La misura costituisce un deterrente per incidere in via preventiva – ha detto Capocasa –, bloccando l’escalation di condotte che possono portare a conseguenze particolarmente gravi".
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