Stefano Gargioni nel suo ufficio (foto Businesspress)
Stefano Gargioni nel suo ufficio (foto Businesspress)

Ferrara, 21 settembre 2021 - Rimosso dall’incarico e sospeso dal servizio. È questo il provvedimento a cui è stato sottoposto Stefano Gargioni, dirigente scolastico del comprensivo Giorgio Perlasca. Nel frattempo, all’istituto, è stata nominata, in vece di reggente, Cristina Corazzari. Ex assessore alla Pubblica Istruzione, ex docente del Perlasca e dirigente del comprensivo di Pontelagoscuro. Cronaca di un provvedimento disciplinare annunciato. Sì, perché all’indomani dell’uscita della notizia del post che evocava il binario 21 del campo di sterminio di Auschwitz, dal Ministero della Pubblica Istruzione era già trapelata la notizia di un intervento nei confronti di Gargioni. Che, attualmente, non è in servizio ma è a casa in malattia fino al nove di ottobre.

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I fatti

Sulla bacheca del dirigente scolastico, nei giorni scorsi, è apparso un post con la foto dei cancelli di Birkenau. La modifica apportata sulla famigerata scritta era contro il Green Pass. Nella fattispecie, il post recitava: "Il Green Pass rende liberi". Dopo poco, si è scatenata la bufera. Il primo a intervenire, annunciando un’interrogazione parlamentare, è stato il deputato dem Emanuele Fiano, affiancato dal collega Luca Rizzo Nervo. Proprio Fiano, appresa la notizia della sospensione del dirigente dall’incarico, ha affidato ai social il suo sfogo: "Questo preside – così il parlamentare del Partito Democratico – è stato appena rimosso dal proprio incarico e sospeso dal servizio con provvedimento disciplinare. Ci sono battaglie che vale sempre la pena fare". "Sia benedetto – chiude – il ricordo di coloro che furo no gasati in quel campo".

Le reazioni

Il coro di indignazione, oltre alla politica, ha lambito tutti gli ambienti che in un qualche modo gravitano attorno al mondo della scuola. Dai rappresentanti dei genitori ai sindacati, passando per le associazioni dei dirigenti scolastici. Anche l’Anpi ferrarese, di concerto con i confederali e l’istituto Gramsci scrive a chiare lettere che, quella postata da Gargioni, è "un’immagine sconcertante e gravissima". Tutto questo, scrivono, "per paragonare quelle atroci realtà alle giuste decisioni assunte da questo Governo per difendere la salute dei cittadini, paragonando il governo della nostra Repubblica democratica a un regime nazista".

"Un fotomontaggio inaccettabile – è la chiosa dell’Associazione Nazionale Partigiani – in dispregio alla memoria storica, alla tragedia della Shoah, un’immagine che calpesta, irride e si fa beffa delle regole che il Paese si è dato per affrontare la crisi pandemica".

Ieri sera, il consiglio d’Istituto, ha diffuso una nota nella quale spiega che il dirigente "ha agito per scopi e interessi mai condivisi o segnalati al Consiglio". L’organo non ritiene ammissibile "alcuna violazione di legge normativa - regolamento o attività di natura e ispirazione politica che sia portata avanti o espressa da membri della Comunità educante". L’auspicio è di "restituire serenità agli alunni e alle famiglie, oltre che al personale scolastico dell’istituto Comprensivo".