MARIO BOVENZI
Cronaca

Strade ad ostacoli "Auto abbandonate nel posto per disabili Una grande violenza"

Affetta da una malattia degenerativa, si muove con una stampella "Ho uno spazio numerato ma in pochi rispettano questo mio diritto".

Strade ad ostacoli  "Auto abbandonate  nel posto per disabili  Una grande violenza"

Strade ad ostacoli "Auto abbandonate nel posto per disabili Una grande violenza"

di Mario Bovenzi

"Quando vedo una vettura parcheggiata nel posto auto riservato ai disabili, provo una grande rabbia. E’ una forma di violenza", così Annarita Fortini, 54 anni, disabile motoria e titolare di un parcheggio per disabili personalizzato racconta come vive nella nostra città chi, come lei, ha problemi a muoversi. Annarita ha vissuto entrambe le facce della medaglia. "Facevo sport, tantissimo sport, amavo il pattinaggio", dice. Poi la malattia degenerativa che ha cambiato tutto il suo mondo.

"Questa città per quanto riguarda la viabilità è vivibile dal punto di vista generale, io ho anche un permesso che mi consente di accedere nella zona a traffico limitato", precisa. Una situazione che va a cozzare con il comportamento delle persone. A mettere in luce un episodio è la stessa Annarita, che abita con la madre di 88 anni in un condominio in viale IV Novembre. "Si trova – ci tiene a precisare – tra la stazione ferroviaria e lo stadio, sono ‘blindata’ in casa nei giorni delle partite, perché guai a lasciare il posto. Ci troverai qualcuno al ritorno. Con l’arrivo dell’estate spesso le macchine vengono parcheggiate sulla via per giorni mentre si parte per le vacanze in treno. Ma io ho il parcheggio disabili personalizzato". Da venerdì – si era assentata un’ora nel pomeriggio – c’è un’auto parcheggiata nel suo spazio. Una macchina che non è più stata spostata di un millimetro. "Il guidatore – la sua ipotesi – probabilmente è partito per le vacanze. La faccio rimuovere? Sarebbe giusto, visto che ho dovuto girare un’ora per trovare un altro posto abbastanza vicino a casa". Ma anche sul parabrezza di quello che lei definisce "intruso" c’è un contrassegno disabili. Che però non corrisponde al numero sul cartello. Morale, la vettura può essere multata ma non rimossa. "Una guerra tra poveri – così la definisce –. Per carità, magari è lui il disabile che aveva bisogno di parcheggiare (e non un approfittatore che espone il contrassegno con cui di solito porta a spasso la mamma). Peccato che così io sono costretta a stare in casa o a girare come una trottola per trovare un posto sufficientemente vicino all’abitazione da poterlo raggiungere senza morire di fatica lungo la strada".