La presidente di Federfarma Stefania Menegatti
La presidente di Federfarma Stefania Menegatti
di Federico Di Bisceglie È caccia al tampone. Il d-day dei controlli alle certificazioni vaccinali nei luoghi di lavoro è l’epilogo di una settimana di fuoco per le farmacie cittadine. Stefania Menegatti, presidente di Federfarma, quando risponde al telefono sembra quasi temere un’ulteriore prenotazione per il test. "Le nostre farmacie – spiega – sono letteralmente prese d’assalto. Riceviamo richieste di fare tamponi a tutte le ore. È faticoso, ma siamo pronti". Non è una sicurezza ostentata, è un modello organizzativo rodato dopo mesi e mesi di emergenza. "Dopo i mesi di pandemia furoreggiante – così Menegatti – a livello lavorativo non...

di Federico Di Bisceglie

È caccia al tampone. Il d-day dei controlli alle certificazioni vaccinali nei luoghi di lavoro è l’epilogo di una settimana di fuoco per le farmacie cittadine. Stefania Menegatti, presidente di Federfarma, quando risponde al telefono sembra quasi temere un’ulteriore prenotazione per il test. "Le nostre farmacie – spiega – sono letteralmente prese d’assalto. Riceviamo richieste di fare tamponi a tutte le ore. È faticoso, ma siamo pronti". Non è una sicurezza ostentata, è un modello organizzativo rodato dopo mesi e mesi di emergenza. "Dopo i mesi di pandemia furoreggiante – così Menegatti – a livello lavorativo non temiamo nulla". Meglio così. Perché l’aggravio di lavoro, stando a quanto riferisce Federfarma è davvero poderoso. "In vista dell’introduzione del green pass obbligatorio nei posti di lavoro – spiega la presidente delle farmacie private – abbiamo avuto un aumento di almeno il 30% di richieste per sottoporsi al tampone. Vale a dire che le farmacie, per sopperire a questa richiesta, dovranno processarne almeno una trentina al giorno". Tenendo presente che, in generale, al sabato non vengono effettuati. Visto il surplus di richieste, che in qualche misura era prevedibile, "ogni farmacia sta adottando modelli organizzativi autonomi per gestire il flusso". Chi assume personale aggiuntivo dedicato alla mansione dei tamponi, chi estende l’orario di apertura. Insomma, qualcosa bisogna fare. Anche perché, riprende Menegatti, "abbiamo delle persone che, per i tamponi, hanno prenotato fino a dicembre compreso. Ogni due giorni". E’ anche questo un fattore da considerare. "Valendo soltanto per 48 ore – dice ancora – il ritmo con cui sottoporsi ai test è davvero incalzate". Proprio per questo da Federfarma si dicono ottimisti in ordine all’adesione degli indecisi alla campagna vaccinale. "Lavorare per mesi e mesi, dovendosi sottoporre ai tamponi ogni due giorni – è la chiosa – rischia di diventare davvero pesante. Per questo, spero che chi non si è ancora vaccinato, si sottoponga all’inoculazione del siero". Il trend in crescita sulla richiesta di sottoporsi al tampone viene confermato anche da Luca Cimarelli, presidente di Holding Ferrara servizi che gestisce le farmacie comunali. "In questi ultimi giorni – così Cimarelli – stiamo riscontrando un numero molto elevato di prenotazioni ’dell’ultima ora’. Persone che, evidentemente non avvezze a frequentare il nostro sistema di prenotazioni, ci chiama per chiedere disponibilità a fare i tamponi". Afm infatti, ha un sistema per riservare la possibilità a sottoporsi ai test piuttosto snella, esclusivamente digitale. In merito ai controlli, se dal Comune confermano uno sforzo organizzativo, alleviato in parte dal noleggio di diversi dispositivi per la lettura del green pass, alla Holding Cimarelli non prevede "grossi problemi". "Abbiamo predisposto i controlli – così il presidente – sia all’interno degli uffici di Ferrara Tua, sia all’esterno. Saranno controlli massivi su tutto il personale". L’eventuale presenza di lavoratori no vax non è prevedibile. Tuttavia, come detto, Cimarelli non prevede grossi intoppi. Oppure, anche a Ferrara Tua, così come nelle altre aziende,ci sarà qualcuno costretto a fare il tampone ogni due giorni. Da qui, a dicembre. Compreso.