VIGARANO Non ci sono più le condizioni per andare avanti, ma c’è soltanto da mettere fine all’agonia. Questa in estrema sintesi la convinzione che ha portato ieri sera alla decisione del Direttivo di Fratelli d’Italia di Vigarano di chiedere ai propri consiglieri di rassegnare le dimissioni, per mandare a casa una Giunta e un Consiglio che ha cominciato a perdere pezzi dalla maggioranza. E così dopo una riunione fiume cui hanno preso parte anche il consigliere della Lega Davide Bergamini e il sindaco Paron, la decisione definitiva. A rassegnare le dimissioni saranno, quindi, Mauro Zanella e Luigi Balestra di Fratelli d’Italia e Davide...

VIGARANO

Non ci sono più le condizioni per andare avanti, ma c’è soltanto da mettere fine all’agonia. Questa in estrema sintesi la convinzione che ha portato ieri sera alla decisione del Direttivo di Fratelli d’Italia di Vigarano di chiedere ai propri consiglieri di rassegnare le dimissioni, per mandare a casa una Giunta e un Consiglio che ha cominciato a perdere pezzi dalla maggioranza. E così dopo una riunione fiume cui hanno preso parte anche il consigliere della Lega Davide Bergamini e il sindaco Paron, la decisione definitiva. A rassegnare le dimissioni saranno, quindi, Mauro Zanella e Luigi Balestra di Fratelli d’Italia e Davide Bergamini della Lega. Intanto le quattro esponenti della maggioranza che hanno aperto la breccia, le ex assessore Agnese De Michele (Pd), Elena Zoboli (Psi) e le consigliere civiche Barbara Chiodi e Mariasole Orsini replicano al sindaco e al segretario Pd Nicola Minarelli. "Riteniamo necessario esprimere ancora una volta le nostre motivazioni – dicono – dimissioni sofferte soprattutto nei confronti dei cittadini per i quali sapevamo di rappresentare un riferimento forte per una politica al servizio della comunità, senza compromessi, con azioni chiare. E’ l’esigenza di trasparenza e di onestà di azioni, che motiva la nostra uscita. Molto spesso, di fronte alle richieste legittime dei cittadini ci siamo trovati nell’impossibilità di dare risposte sollecite e soddisfacenti in quanto il sindaco, nel frattempo presidente della Provincia, non garantiva una presenza neanche settimanale mantenendo però le deleghe a lavori pubblici, bilancio e ambiente impedendo ad altri di poter agire in sua vece bloccando di fatto ogni operato". E precisano. "Abbiamo materiale a sufficienza per dimostrare che non sono dimissioni per capriccio o per ambizioni scontentate – proseguono – voliamo alto davanti a queste affermazioni false e tendenziose. All’insulsa frase ad effetto della Paron ’i duri cominciano a giocare quando il gioco si fa duro’, noi diciamo che non abbiamo giocato ma lottato e continuiamo a farlo perché il gioco è duro quando si deve avere il coraggio di dire no. Il fango mediatico è l’unica arma dei vili e di chi non ha altro modo per difendere le proprie azioni puntando il dito sulle conseguenze, preferendo non parlare delle cause. Tecniche di cattiva comunicazione che i cittadini conoscono". E vanno alle dichiarazioni del segretario provinciale Pd. "Il Pd non ha saputo incoraggiare una battaglia per la trasparenza e l’interesse dei cittadini, che era quella che intendevamo auspicare, con le richieste fatte al sindaco Paron di chiarimenti sulle varie problematiche – dicono - Le spiegazioni, soprattutto nell’ultimo periodo erano sempre superficiali, mai con atti chiari e accessibili agli stessi amministratori e a volte anche non veritiere: vedasi il dietrofront sul caso Zaniboni. Nei tre incontri avuti con il referente provinciale non abbiamo trovato accoglienza delle nostre motivazioni dal Pd che non è stato in grado di trovare una soluzione che imponesse al sindaco di rispondere alle richieste di chiarezza e trasparenza delle rappresentanti della maggioranza né di supportare la richiesta con prese di posizione a favore delle dimissionarie".

Laura Guerra