di Laura Guerra Come una bomba a Vigarano, le trapelate dimissioni di un personaggio di spicco come l’assessore De Michele sono state rassegnate ieri pomeriggio, ma seguite da quelle dell’assessore Elena Zoboli, la capigruppo Mariasole Orsini e la consigliera Barbara Chiodi. Un ’terremoto’ che mette in agonia la resistenza di Barbara Paron come sindaco che già avrebbe iniziato a parlare con la Lega, nonostante le parole grosse scambiate con loro fino a poche settimane. Basta un altro abbandono per il commissariamento tanto richiesto dalla Lega. "Le...

di Laura Guerra

Come una bomba a Vigarano, le trapelate dimissioni di un personaggio di spicco come l’assessore De Michele sono state rassegnate ieri pomeriggio, ma seguite da quelle dell’assessore Elena Zoboli, la capigruppo Mariasole Orsini e la consigliera Barbara Chiodi. Un ’terremoto’ che mette in agonia la resistenza di Barbara Paron come sindaco che già avrebbe iniziato a parlare con la Lega, nonostante le parole grosse scambiate con loro fino a poche settimane. Basta un altro abbandono per il commissariamento tanto richiesto dalla Lega. "Le motivazioni sono quelle che diciamo da tempo, oltre alle scadenze che avevamo dato per scuole, verde, lavori pubblici, che non sono state rispettate – dice la Orsini – La goccia è la scuola dell’infanzia che non sarà pronta, informandoci solo il giorno prima. Unitamente al modus operandi della Paron. Non ascolta, manca di dialogo, agisce senza chiedere consiglio facendo trovare le cose già confezionate. Non ci siamo dimessi prima per darle il tempo di mostrarci che aveva capito i suoi errori. Ma non ha rispettato le promesse fatte". Una decisione che la De Michele definisce sofferta. "Nell’amministrazione è mancato un confronto costruttivo, non è stato incentivato il lavoro di squadra e tutta la macchina comunale ha sofferto dell’assenza istituzionale soprattutto dopo la sua nomina in Provincia – dice – scritto e verbalmente ho rappresentato più volte le criticità ma nulla è cambiato. E più volte ho dovuto far ricorso a lettere protocollate e firmate anche dalla Zoboli e da Prado, per richiedere l’attenzione della Paron per avere informazioni su temi delicati come la scuola, il caso Zaniboni o il bilancio. La materna? Ha dichiarato che andava tutto bene quando non è mai venuta a una riunione e dal sopralluogo si era comunque resa conto della situazione. Non amo sedere a tutti i costi su una poltrona ma amo la politica del fare, come più volte mi è stato riconosciuto dai vigaranesi che ringrazio e coi quali mi scuso per aver interrotto il mio mandato prima della scadenza ma con la speranza di aver corrisposto alle loro aspettative". "Una scelta meditata e complessa – dice la Zoboli – fatta perché non c’era più fiducia reciproca". E l’opposizione. "La Paron ci ha chiamati proponendo un rimpasto di giunta che non abbiamo accettato –dice Davide Bergamini (Lega) – in ottica di responsabilità noi e Fratelli d’Italia siamo disposti a una breve collaborazione legata all’arrivo di fondi per la riqualificazione della piazza di Vigarano Pieve. Poi stop". "Se cade a Vigarano cade anche la Provincia. Ennesima figuraccia – commenta Alan Fabbri (Lega) – invece di scagliarsi contro di me poteva badare al suo territorio. Un fallimento del centrosinistra dettato da scelte sbagliate. Condivido la scelta di chi si è dimesso".