Ferrara, 15 maggio 2018 – Gli autobus di linea rischiano di diventare una terra di nessuno. Un pericolo ancora non così concreto ma che potrebbe ben presto diventarlo. Infatti, come spiega Paolo Paolillo, direttore generale di Tper, «i fenomeni di malcostume si stanno ampliando». Il che significa più aggressioni ai danni dei controllori, danneggiamenti ed episodi di inciviltà sempre più diffusi e tanto altro. I numeri, spiega Paolillo, non sono elevati ma comunque «non possono essere sottovalutati». Un tema, quello della sicurezza sugli autobus, che la settimana scorsa è stato al centro di una apposita riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al summit, presieduto dal prefetto Michele Campanaro, hanno preso parte i vertici delle forze dell’ordine, i dirigenti dell’azienda di trasporto pubblico e l’assessore alla mobilità Aldo Modonesi.

Sotto la lente le nuove misure da adottare per rendere più sicure le corse degli autobus di linea, sia in città che in provincia. Tra le proposte emerse, oltre alle telecamere e ai sistemi di allarme nella cabina del conducente, anche l’introduzione di guardie giurate a bordo dei bus. Quest’ultima misura, emersa proprio durante il comitato in prefettura, è però ancora in una fase embrionale. «A breve ci sarà un tavolo tecnico per verificarne l’applicabilità – precisa il direttore generale dell’azienda di trasporti –. Valuteremo l’efficacia e approfondiremo le varie competenze».

Diversa invece la situazione per quanto riguarda l’istallazione della videosorveglianza, il cui iter è ormai in dirittura d’arrivo. «Partiamo con cinquanta telecamere all’interno di altrettanti mezzi in servizio sul territorio – illustra Paolillo –. Si tratta di una gara regionale, in parte con finanziamento specifico e in parte autofinanziata. Inizieremo a breve e contiamo di installare i primi dispositivi entro la fine dell’anno». Fino ad ora, la videosorveglianza a bordo degli autobus filmava soltanto il posto di guida e la parte anteriore del mezzo, come elemento di prova in caso di incidenti. Le nuove telecamere saranno invece puntate verso l’interno del mezzo, in modo da registrare tutto quello che accade tra i sedili dei passeggeri. «È un deterrente – prosegue il direttore di Tper – e ci permetterà di vedere tutto quello che succede in autobus». Le cinquanta telecamere sono solo l’inizio di un progetto destinato ad allargarsi.

ALTRA ARMA da schierare nell’arena del trasporto pubblico è il telecontrollo. Si tratta di dispositivi che tengono la cabina dell’autista in costante contatto con la centrale operativa e permettono la localizzazione del mezzo in ogni momento. «Le apparecchiature le abbiamo già – prosegue Paolillo –. Ora dobbiamo solo definire i collegamenti per monitorare ogni segnalazione». Al vaglio anche la possibilità di dotare i controllori di bodycam, piccole telecamere in grado di riprendere ogni azione dell’operatore che le indossa.

AL FIANCO di queste ‘terapie d’urto’, Tper porta avanti anche una certosina opera di controllo e sensibilizzazione. Un lavoro che va dalla «comunicazione delle buone pratiche, del rispetto delle regole e del corretto uso dei bus» fino al potenziamento delle squadre incaricate del controllo a bordo dei mezzi. «Abbiamo incrementato il personale qualificato non solo a verificare i biglietti, ma anche ad accertare il rispetto delle regole – conclude Paolillo –. I nostri operatori sono formati sia dal punto di vista tecnico che da quello della gestione del contenzioso con clienti ‘difficili’ o nervosi». Una road map con paletti ben precisi e misure ferree, con il solo fine di evitare che un semplice viaggio in corriera si trasformi in un far west.