Non c’è solo lo sport di vertice, che in qualche modo morde il freno. C’è un pullulare di atleti, a iniziare dai giovanissimi, che attende un segnale concreto di ripartenza. E i problemi sul tappeto investono, inevitabilmente, anche il Comune: "L’ordinanza del presidente della Regione Bonaccini fissa un punto di partenza, anche importante, ma da sola non risolve i problemi – esordisce l’assessore allo Sport Andrea Maggi –; la situazione resta ancora molto incerta, e non solo perché una possibile ripresa dei contagi potrebbe vanificare tutto, ma perché ci sono questioni operative che vengono demandate...

Non c’è solo lo sport di vertice, che in qualche modo morde il freno. C’è un pullulare di atleti, a iniziare dai giovanissimi, che attende un segnale concreto di ripartenza. E i problemi sul tappeto investono, inevitabilmente, anche il Comune: "L’ordinanza del presidente della Regione Bonaccini fissa un punto di partenza, anche importante, ma da sola non risolve i problemi – esordisce l’assessore allo Sport Andrea Maggi –; la situazione resta ancora molto incerta, e non solo perché una possibile ripresa dei contagi potrebbe vanificare tutto, ma perché ci sono questioni operative che vengono demandate agli enti locali".

Quella cruciale, su cui si sofferma anche Alessandro Fortini (presidente provinciale della Fipav, la federazione del volley) è legata all’utilizzo delle palestre scolastiche: "Noi pensiamo al Paolo Mazza, o al palazzetto dello Sport – esordisce –, ma l’attività si incentra, per migliaia di praticanti, sull’utilizzo per gli allenamenti delle palestre in uso alle scuole. Strutture di proprietà del Comune o della Provincia, la cui gestione si annuncia particolarmente complessa". Negli atti di concessione alle società sportive o alle associazioni di volontariato – per quanto riguarda ad esempio la semplice attività motoria – non è prevista infatti quella che diventerà prassi: "Proviamo a immaginare chi debba sanificare le palestre e gli spogliatoi dopo ogni allenamento – prosegue Fortini –: ogni pomeriggio, in genere dalle 16 in avanti, c’è una rotazione continia di società sportive e di atleti. Ogni realtà, in pratica, dovrebbe avere un proprio referente Covid, addetto ad attuare le procedure richieste. Deve essere il custode della palestra? Il bidello della scuola? Il volontario della società sportiva? Chi formalmente si assumerà la responsabilità di certificare che tutto viene fatto secondo la norma? Personalmente, come presidente del volley, sono molto contento che Bonaccini abbia dato il ‘la’ al riavvio degli eventi sportivi, ma adesso tocca definire, su scala locale, una precisa catena di competenze".

Concorda Enrico Balestra, presidente provinciale della Uisp: "A spanne, mi sembra che ci siano ancora grossi problemi. Specie per chi non svolge lo sport in maniera professionistica, e ad alto livello: gli appassionati puri, ormai da mesi, non si muovono. E’ difficile gestire gli allenamenti, organizzare i ritrovi, senza che in qualche modo questi non appaiano come assembramenti". Qualcosina è stato fatto per il nuoto, prosegue Balestra, "e da settembre-ottobre proveremo anche a far ripartire i calendari delle attività legate al mondo Uisp. Gli eventi sportivi all’aperto avranno sicuramente maggiori chances, per il resto sarà imprescindibile la collaborazione con il Comune". Collaborazione che non mancherà, garantisce Maggi: "Abbiamo già riunito la Commissione Palestre, e stiamo cercando di capire anche un elemento non irrilevante, quello dei costi. Perché garantire la corretta gestione degli impianti e degli eventi comporterà, oltre ai profili di responsabilità, sicuramente maggiori spese".

Stefano Lolli