Chiusura aziendale? No grazie: quest’anno le ferie si passano in ufficio. Nel periodo di ripresa dopo la chiusura forzata per il contenimento dei contagi da Coronavirus, la stima delle associazioni di categorie cittadine è che almeno due imprese su tre continueranno a lavorare. Il direttore generale di Confcommercio Davide Urban rimarca come "anche i nostri uffici in associazione, per portare a termine tutti gli adempimenti per le imprese dovuti al...

Chiusura aziendale? No grazie: quest’anno le ferie si passano in ufficio. Nel periodo di ripresa dopo la chiusura forzata per il contenimento dei contagi da Coronavirus, la stima delle associazioni di categorie cittadine è che almeno due imprese su tre continueranno a lavorare. Il direttore generale di Confcommercio Davide Urban rimarca come "anche i nostri uffici in associazione, per portare a termine tutti gli adempimenti per le imprese dovuti al Covid, rimarranno aperti anche in agosto". Certo, osserva "non sarà un’estate come le altre e sicuramente a soffrire maggiormente sarà il settore dei servizi". Alessandro Osti, direttore di Confesercenti sposta l’asse su un altro settore. "Tra le categorie più colpite dalle chiusure determinate dal virus – spiega – sicuramente si inserisce a pieno titolo quella dei pubblici esercizi. E’ ragionevole pensare che gli esercenti non facciano la classica chiusura estiva".

Il segretario provinciale di Confartigianato Paolo Cirelli si dice "preoccupato in modo particolare per il comparto edile: dal primo di luglio teoricamente è possibile usufruire del famoso bonus concesso dallo Stato. Peccato però che, non essendoci ancora i decreti attuativi, le persone non possano materialmente utilizzarlo". Questo ritardo legislativo comporta "un ulteriore stagnazione di una fetta importante di mercato già in grande crisi da anni". Un altro comparto sul quale il segretario di Confartigianato pone l’accento è quello della metalmeccanica. "Dopo questi mesi difficili sicuramente ci sono stati lavori che si sono procrastinati e penso che comunque sia nell’interesse di tutti rimanere il più possibile sul mercato, evadendo tutti gli ordini dei clienti".

Concorda più o meno su tutta la linea anche il direttore di Cna Diego Benatti che aggiunge: "A mio giudizio la stima delle imprese che terranno aperte si aggira oltre il 70%. Quindi è plausibile affermare che due imprese su tre rimarranno aperte anche in agosto. Oltre agli edili e agli impiantisti, rimarranno sicuramente aperti i servizi alla persona, i bar, i ristoranti e la produzione meccanica. So per certo che ci sono imprese che hanno tutt’ora commesse in corso". Dunque, anziché buone ferie, l’augurio di quest’anno sarà ‘buon lavoro ’. Forse, in certi casi, è meglio così.

f. d. b.