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23 giu 2022

Truffa sull’accoglienza, processo senza giudice

Nell’ambito dell’inchiesta ’Ventisette e cinque’ sui migranti, il gup Giacomelli ieri ha dichiarato la propria incompatibilità. Serve un altro magistrato per decidere

23 giu 2022
cristina rufini;
Cronaca

di Cristina Rufini

FERRARA

Utilizzo improprio di soldi pubblici destinati all’accoglienza migranti e controlli ’telefonati’ nei centri gestiti da una cooperativa di Ferrara. Accuse pesanti che il pm Andrea Maggioni sta portando avanti da tempo nei confronti dei cinque imputati dell’inchiesta ’Ventisette e cinque’ (nome che deriva dalla cifra giornaliera corrisposta per ogni migranti accolto), ma che devono attendere ancora per passare il vaglio di un giudice. In questo caso dell’udienza preliminare. Ieri infatti il gup Vartan Giacomelli chiamato a decidere sulle cinque richieste di processo presentate dall’accusa, ha dovuto dichiarare la priopria incompatibilità, essendosi già occupato proprio come gup di questa inchiesta. E’ stato lui, infatti, a firmare l’archiviazione nei confronti di uno degli indagati. Impossibile, quindi decidere. Il problema è che sono molti i togati del Tribunale di Ferrara che hanno incompatibilità su questa inchiesta: entrambi gli altri due attuali gup e anche altri tre giudici del Dibattimento. Toccherà ora al presidente del Tribunale individuare il magistrato compatibile che potrà così ’vestire’ i panni di giudice dell’udienza preliminare. Uno stop procedurale in un’inchiesta che risale al 2018 come primi atti ’pubblici’. Sotto la lente del pm Maggioni e dei militari della Guardia di finanza era finito il sistema di accoglienza dei migranti della cooperativa Vivere qui (con il presidente Thomas Antogni e la vice Natalie Djoum e l’amministratice di fatto Eva Lombardelli finiti nel registro degli indagati e oggi imputati) e anche l’operato dell’allora vice prefetto Vincenzo Martorano e della funzionaria dell’Asp Valentina Marzola. Il castello accusatorio della procura nei confronti della cooperativa è l’utilizzo impoprio e per scopi personali dei soldi recevuti dallo Stato per gestire i migranti: circa 400 mila euro. Mentre l’accusa nei confronti due funzionari di Asp e prefettura di aver ’telefonato’ i controlli prima che questi venissero eseguiti. Dalla truffa ai danni dello Stato al falso ideologico e materiale i reati contestati. Sempre dal pm Maggioni indagini aperte sull’operato di altre cooperative impegnate nell’accoglienza di migranti.

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