Federico Varese * Quale è il compito dell’università nel nostro tempo? È una domanda che mi sono posto spesso durante i miei vent’anni di insegnamento in università americane (Yale) e inglesi (Oxford). Anch’io credo -come la filosofa Martha Nussbaum e lo storico Stephan Collini- che gli studenti non siano clienti da soddisfare o intrattenere, ma da educare. L’istruzione umanistica ha un valore fondamentale nella...

Federico

Varese *

Quale è il compito dell’università nel nostro tempo? È una domanda che mi sono posto spesso durante i miei vent’anni di insegnamento in università americane (Yale) e inglesi (Oxford). Anch’io credo -come la filosofa Martha Nussbaum e lo storico Stephan Collini- che gli studenti non siano clienti da soddisfare o intrattenere, ma da educare. L’istruzione umanistica ha un valore fondamentale nella formazione dei cittadini, ma la pandemia ci ha ricordato che possedere una cultura scientifica, e soprattutto numerica, è indispensabile per capire il mondo. Il nuovo Rettore di Ferrara potrebbe promuovere percorsi elettivi interdisciplinari volti a colmare la distanza tra le “due culture”, quella unanimista e scientifica. Ferrara ha grandissime tradizioni e competenze in entrambe. Un ulteriore sfida è quella di essere un Ateneo

che parla al vasto mondo, ma riconosce di operare in un contesto particolare, dove il paesaggio e il patrimonio artistico sono straordinari. L’Università deve dunque parlare anche alla città. Aggiungo che sono convinto che non si possa insegnare bene se non si fa ricerca bene, con strutture e risorse adeguate. Ferrara ha raggiunto negli ultimi anni il numero di studenti di Oxford, Harvard e Cambridge (circa 22mila per Ateneo). Quasi tutti gli studenti di Oxford risiedono in strutture universitarie. Senza laboratori, aule, dormitori, seminari in piccoli gruppi si rischia di creare un esamificio. E i giovani docenti devono poter aver un futuro che non sia quello del precario a vita. Infine, l’università è uno spazio aperto, che vive i conflitti e le contraddizioni del suo tempo. Quello che distingue questi luoghi per me straordinari è la possibilità di dibattere tutte le idee, senza timore di essere censurati, ma guidati dal senso critico e dalla ricerca, ardua e mai finita, della verità. E allora penso che una vita dedicata allo studio, all’insegnamento e alla gestione di un Ateneo sia una vita ben spesa. Auguro buon lavoro al futuro Rettore o Rettrice di Unife.

* direttore del Dipartimento di Sociologia

dell’Università di Oxford