CRISTINA RUFINI
Cronaca

Vaccini fantasma anticovid a Ferrara. Il giudice: "Ecco cosa manca”

Inchiesta Red Pass: ieri l’udienza preliminare per le dottoresse Compagno e Gennari. La prima presente in aula sarà ascoltata a ottobre. “Sulla corruzione specificare ciascun episodio"

Vaccini anticovid fantasma: ecco cosa è successo al processo

Vaccini anticovid fantasma: ecco cosa è successo al processo

Ferrara, 13 giugno 2024 – Primo passaggio ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare Silvia Marini, per la vicenda giudiziaria relativa ai falsi vaccini anti Covid, somministrati a centinaia di pazienti da due dottoresse.

L’inchiesta è ’Red Pass’ della Guardia di finanza, che a marzo di due anni fa portò al blitz dei finanzieri che eseguirono tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti della dottoressa Chiara Compagno, della collega Marcella Gennari e dell’assistente e figlia di quest’ultima Francesca Ferretti.

Accusate a vario titolo di corruzione, peculato, truffa e falso per avere somministrato vaccini fantasma anti Covid. Ieri davanti al giudice Marini, assistita dal suo legale, l’avvocato Marco Linguerri, si è presentata solo Compagno, la quale peraltro dovrebbe rendere interrogatorio in una prossima udienza. Non erano presenti la dottoressa Gennari, né la figlia. Entrambe assistite e rappresentate dall’avvocato Alessandro Valenti, del foro di Bologna.

Si è invece costituita parte civile l’Azienda sanitaria locale, con cui le due dottoresse, nel periodo dei fatti contestati, avevano una convenzione in atto.

Le accuse. Gli avvocati della difesa, nell’udienza di ieri, hanno chiesto alcune modifiche al capo d’imputazione: in particolare per quanto riguarda la quantità esatta dei sieri – forniti dall’Ausl di Ferrara – che sarebbero stati distrutti dalle due dottoresse, le qauli invece avrebbero iniettato soluzione fisiologica, oppure il nulla. Comportamento per cui sono accusate di peculato. Da chiarire, da parte del pm Ciro Alberto Savino, anche l’entità delle presunte corruzioni contestate nel capo d’imputazione, cioè le cifre che venivano corrisposte dai pazienti per ogni singola iniezione fantasma. Vaccinazioni che poi davano la possibilità di ottenere un Green Pass fasullo. Una trentina di persona ieri mattina si sono radunate fuori dal palazzo di giustizia per dimostrare vicinanza alle due dottoresse. Si torna in aula il 18 settembre prossimo.

La maxi inchiesta. La prima accusa mossa è quella di peculato. Secondo la procura, le dottoresse (in qualità di medici di base accreditati con l’Ausl) e l’assistente avrebbero commesso il reato nel momento in cui si sono impossessate del vaccino fornito dall’azienda sanitaria buttandolo via invece di iniettarlo. Per quanto riguarda la corruzione, secondo la ricostruzione della procura le dottoresse avrebbero intascato denaro dai pazienti (20 o 50 euro a seconda dei casi) per fingere l’inoculazione del vaccino e far loro ottenere un Green Pass a fronte dell’attestazione di una dose mai somministrata. A Compagno viene contestato un solo episodio di corruzione, mentre per Gennari e Ferretti le accuse parlano di un centinaio di casi. L’accusa di truffa è legata ai rimborsi previsti dall’Ausl per eseguire la vaccinazione.