Sono ben 400 i ferraresi, pronti a partecipare alla sperimentazione di ’Reithera’, il vaccino anti Covid made in Italy. L’Azienda Ospedaliera Universitaria è stata inserita tra i centri italiani che parteciperanno allo studio della durata di due anni; e ora il direttore di Malattie Infettive Michele Libanore dovrà selezionare, fra i 400 – se non solo giovani almeno forti, non per metafora, ma perché questi sono i presupposti per la candidatura – la platea di 30-40 partecipanti al progetto. "Non ci aspettavamo...

Sono ben 400 i ferraresi, pronti a partecipare alla sperimentazione di ’Reithera’, il vaccino anti Covid made in Italy. L’Azienda Ospedaliera Universitaria è stata inserita tra i centri italiani che parteciperanno allo studio della durata di due anni; e ora il direttore di Malattie Infettive Michele Libanore dovrà selezionare, fra i 400 – se non solo giovani almeno forti, non per metafora, ma perché questi sono i presupposti per la candidatura – la platea di 30-40 partecipanti al progetto. "Non ci aspettavamo assolutamente un’adesione di questa portata – commenta Elda Longhitano, direttrice sanitaria dell’Azienda Ospedaliera –; è un segnale di grande fiducia e senso civico". Perché i partecipanti alla sperimentazione di ’Reithera’, di qui al 2023, dovranno sottoporsi ad almeno 7 somministrazioni. Senza sapere tuttavia, perchè questi sono i presupposti dello studio in ’doppio cieco’, se sarà loro iniettato il vaccino vero e proprio o una soluzione fisiologica come placebo. Quindi la motivazione personale, conclude la Longhitano, deve essere molto forte.

Chi invece non potrà aspettare due anni, ma nemmeno due mesi per vaccinarsi, sono i sanitari che, per obbligo, dovranno sottoporsi alla profilassi. A pena della sospensione dal posto di lavoro. Considerando comunque l’alta adesione della categoria alla campagna, non mancano all’appello troppi sanitari; nelle Rsa, ad esempio, i ’rifiuti’ sono stati 131, mentre tra Ausl e Azienda Ospedaliera va recuperato il 15% circa dei dipendenti. Parliamo in questo caso di centinaia e centinaia di persone, il cui caso dovrà comunque essere valutato "per capire quali siano stati i reali motivi della mancata vaccinazione", afferma la Longhitano. In ogni caso, la prossima settimana la fascia serale di apertura del punto vaccinale della Fiera (dalle 20 alle 22) sarà riservata proprio a questa categoria, e agli insegnanti che ancora non si sono sottoposti alla vaccinazione. Nel settore scolastico, considerati quelli che hanno già ricevuto la prima dose di AstraZeneca (4.415) e i 400 già prenotati, ne mancano all’appello circa 600. Completata invece la vaccinazione per le forze dell’ordine (1.501 fra agenti e militari) e dell’Aeronautica (705). Ma è sui sanitari che si concentra ora l’attenzione, anche dell’opinione pubblica; sono chiamati a vaccinarsi tassativamente anche farmacisti, lavoratori delle parafarmacisti e degli studi professionali. Di fronte alla tutela della privacy (che impedisce al datore di lavoro di sapere chi si è vaccinato) saranno coinvolti gli Ordini professionali e i responsabili aziendali della sicurezza. Ma sui ’no vax’ il cerchio si stringe.

s. l.