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21 apr 2022

Vigile urbano obiettore, l'ira del Comune di Ferrara: "Impugniamo la sentenza"

La replica di sindaco e vice dopo la condanna per discriminazione: "Un accanimento contro di noi. In gioco la sicurezza degli agenti"

21 apr 2022
federico dibisceglie
Cronaca
Il sindaco Alan Fabbri assieme al suo vice Nicola Lodi (foto Businesspress)
Il sindaco Alan Fabbri assieme al suo vice Nicola Lodi (foto Businesspress)
Il sindaco Alan Fabbri assieme al suo vice Nicola Lodi (foto Businesspress)
Il sindaco Alan Fabbri assieme al suo vice Nicola Lodi (foto Businesspress)

Ferrara, 21 aprile 2022 - "È una sentenza che non condividiamo. Ricorreremo in tutte le sedi e, ne sono certo, la ribalteremo". Era inevitabile che il pronunciamento del tribunale del lavoro in merito al vigile obiettore di coscienza (che quindi ha rifiutato di utilizzare le armi), attraverso il quale si condanna il Comune per "atteggiamento discriminatorio", creasse polemica. Specie se le parti in causa sono la Fp-Cgil e il vicesindaco Nicola Lodi.

"Già in mattinata (ieri, ndr) – così il numero due della Giunta – ho convocato un pool di legali per impugnare una sentenza che non condividiamo, ma che comunque applicheremo". La ferita, però, è aperta. Più che altro perché, a detta del vicesindaco, il baricentro della questione si è spostato. "Un sindacato – incalza – dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori, non metterne a rischio l’incolumità. Da parte della Cgil, con questa sentenza, c’è una chiara volontà di strumentalizzare la Polizia Locale per meri fini politici".

Sul caso della "discriminazione diretta", Lodi spiega che "l’agente obiettore è stato incardinato in un servizio non all’esterno, in ossequio alla sua scelta di non utilizzare le armi". La discriminazione "indiretta", ossia quella che secondo la sentenza riguarderebbe le agenti donna che non hanno potuto manifestare un’eventuale contrarietà perché non hanno svolto il servizio di leva, è più problematica per il Comune.

"Saremo costretti – riprende – a chiamare le 54 agenti della Polizia Locale, e a chiedere loro, singolarmente, se sono o meno obiettrici di coscienza". Se ci dovessero essere defezioni, l’amministrazione dovrebbe garantire alle agenti di prestare servizio ugualmente, anche all’esterno, ma senza armi. "Questa possibilità – dice Lodi – crea un precedente pericolosissimo: si rischia di mettere in subbuglio non solo il Comando di Ferrara, ma di tutt’Italia". Secondo Lodi questo "atteggiamento della Cgil rappresenta l’accanimento del sindacato contro l’amministrazione di Ferrara. Tanto più che azioni di questo tipo non sono state fatte dei confederali in altre realtà nelle quali gli agenti sono armati. Non è vittimi smo, è la realtà".

Anche il sindaco Alan Fabbri, pare aver mal digerito l’esito del contenzioso giudiziario e, soprattutto, i plauso che ne è scaturito da parte dei rappresentanti del sindacato. " Credo che l’enorme sfiducia dei cittadini verso alcuni sindacati, come la Cgil, sia provocata proprio da questo atteggiamento difensivo solo nei confronti degli intoccabili – così il primo cittadino in un post sulla sua pagina istituzionale – . E mai verso i precari". "Comunque Zagatti (il segretario della Cgil, ndr) forse non lo sa, perché chiuso nel palazzo della Cgil – scrive – ma Ferrara sconta un’eredità pesantissima in tema sicurezza, e noi non vogliamo disarmare la polizia lasciando armati i delinquenti".

La stoccata ai dem. "Il pd ferrarese – chiosa – ha sempre cambiato idea sul quarto turno, per cui è fondamentale che gli agenti siano armati. Ci sono dichiarazioni dell’ ex-sindaco Tagliani, contrarie, e dell’ ex-assessore alla sicurezza Aldo Modonesi, prima contrarie, poi favorevoli dopo essersi accorto del campo di battaglia creatosi in Gad".

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