West Nile, una zanzara (Ansa)
West Nile, una zanzara (Ansa)

Ferrara, 23 agosto 2018 - La notizia cattiva è che le cifre del contagio da West Nile sono in lento ma costante aumento. Quella buona è che il numero di zanzare positive alla febbre del Nilo è in calo. Sia chiaro, è ancora presto per dire che il pericolo è scampato. Secondo gli esperti, infatti, è molto probabile che nei prossimi giorni si verifichino nuovi casi di contagio. Così come è verosimile che, rimanendo costanti le condizioni climatiche, le zanzare continuino a pungere anche per tutto settembre e, forse, per una parte di ottobre. E, in tutto questo, il reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Cona deve fare i conti con il tutto esaurito e con l’aumentare, di ora in ora, delle infezioni da West Nile.

Ma andiamo con ordine. Come anticipato, il bollettino di guerra della febbre del Nilo si aggiorna ormai con cadenza quotidiana. Ieri, una pensionata di 88 anni ha perso la sua battaglia contro il virus, mentre un altro paziente l’ha iniziata. Il bilancio complessivo per Ferrara sale quindi a tredici casi conclamati, quattro dei quali con esito letale.

Cos'è

La speranza, in un quadro in cui i casi sembrano destinati ad aumentare ancora, è che si esauriscano le possibilità di contagio legate alle zanzare portatrici del virus. I numeri, stando agli ultimi rilievi della sorveglianza entomologica del servizio veterinario dell’Ausl, sembrerebbero andare nel verso giusto. "Il tasso di positività delle zanzare è in via di diminuzione – spiega Marco Libanore, responsabile del reparto di Malattie infettive –. Siamo passati da un picco del 30% di positività a un 10, massimo 15%".

Nonostante l’evidente flessione del numero di zanzare infette, non si deve comunque abbassare la guardia. Secondo gli esperti, infatti, se la stagione dovesse mantenere questo andamento dal punto di vista climatico, potremmo avere a che fare con zanzare potenzialmente portatrici del virus ancora per diverse settimane.

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L’altro nodo legato all’impennata di casi di West Nile è quello dell’affollamento del reparto di Malattie infettive. Al momento infatti, tutti e sedici i letti a disposizione sono occupati. Dei nove ricoverati per West Nile, aggiunge Libanore, "sei sono in Malattie infettive e tre si trovano in Medicina interna. Ora diamo priorità a queste patologie. Il fatto che questi pazienti siano ospitati in un altro reparto dell’ospedale, conclude lo specialista, non comporta alcun pericolo per i degenti perché "non esiste trasmissione interumana".

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