L’inchiesta sull’omicidio del 1988 è stata riaperta il 10 novembre 2014. Nella foto il luogo del ritrovamento
L’inchiesta sull’omicidio del 1988 è stata riaperta il 10 novembre 2014. Nella foto il luogo del ritrovamento

Ferrara, 26 aprile 2016 - C’era chi veniva frustato per soddisfare il piacere personale dell’orco di turno. Chi aveva 15 o 16 anni. Tutti finiti nella rete degli abusi in cambio di qualche lira o della maglietta all’ultima moda che i genitori non potevano permettersi. C’era chi, invece, in quel giro di depravati e pedofili vi rimase ucciso e ancora oggi grida giustizia. Si chiamava Willy Branchi, aveva 18 anni (FOTO).

Il suo cadavere nudo, dopo la mattanza inferta con una pistola da macello, venne buttato lungo l’argine del Po a Goro, al confine tra Emilia e Veneto, la notte del 29 settembre 1988. L’inchiesta, che sta cercando di arrivare ai suoi assassini, è stata riaperta ventisei anni dopo (il 10 novembre 2014) grazie all’esposto della famiglia contenente l’intervista decisiva del Carlino all’ex parroco del paese nella quale fece nomi e cognomi dei presunti responsabili. E quel fascicolo oggi è arrivato a un punto importante riuscendo a ricostruire il mondo di depravazione, nonostante la dilagante omertà di tanta gente, e tracciando una precisa mappatura dei vizi sessuali di quel giro di festini pedofili e omosessuali. Al quale prendeva parte – secondo fonti investigative certe – un considerevole numero di persone di Goro, dei paesi vicini, ma anche provenienti da Ferrara o, in qualche caso, da fuori regione.

Professionisti, gente in voga delle comunità, insospettabili. E le loro vittime erano ragazzini, talvolta abusati ripetutamente, alcuni frustati per il semplice piacere del depravato di turno. Tutto questo, poi, finiva tombato nel silenzio e nell’omertà generale di una cerchia di uomini – alcuni deceduti ma molti ancora in vita – oggi individuata dagli inquirenti. Ma viene alla luce un altro dettaglio choccante che riguarda uno dei principali sospettati dell’omicidio: in passato avrebbe abusato di un minorenne con le identiche caratteristiche di Vilfrido, ovvero proveniente da una famiglia umile e con un leggero deficit cognitivo, per questo una preda facile da sottomettere a piacimento. La vita di quel ragazzino, oggi diventato un uomo, come quella di tanti coetanei abusati in quel giro, da allora non è più stata la stessa. Violentata per sempre.