Ferrara, 27 maggio 2018 - "Oggi abbiamo voltato pagina. Non sarà facile stare a Goro dopo questi sviluppi. Ma credo che la mia famiglia meriti risposte". Luca Branchi, fratello di Willy, il 18enne massacrato a Goro il 30 settembre del 1988, guarda dritto davanti a sé e parla con voce ferma. Le nuove indagini sul delitto disposte dal gip Carlo Negri sono una luce nel buio di una vicenda che sembrava destinata a chiudersi senza una verità. Il tribunale ha ridistribuito le carte. E la speranza di un diverso finale di partita riprende forza (VIDEO).

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Branchi, come ha accolto questa notizia?
"Sono soddisfatto. Da oggi nella storia di mio fratello c’è un nuovo punto fermo. Sarà un’indagine particolare, che ci fornirà vari elementi da cui muoverci".

Cosa si aspetta dalle disposizioni del gip Negri?
"Siamo arrivati vicini alla verità. E ora vogliamo andare fino in fondo. Quella del giudice è stata una stretta. Il messaggio ai diretti interessati è chiaro: stavolta, o collaborate o venite indagati".

Questo è il messaggio del giudice. Qual è invece il messaggio della famiglia Branchi?
"Voglio far capire che persone ci sono in paese e cosa c’è dietro a determinate cose. Noi sappiamo cosa è successo. Da oggi sarà ancora più difficile stare a Goro".

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In tanti anni di battaglie, ha mai pensato di andarsene?
"Io non mi sono mai mosso da Goro e non ho mai sentito il bisogno di andarmene. Giro a testa alta. Altri non possono dire lo stesso. Il fastidio è tanto, ma ho la forza di aspettare".

Sotto la lente c’è l’indagine del ‘96, finita su un binario morto. Cosa sarebbe successo se fosse stata presa in considerazione?
"Sarebbe cambiato tutto. Avremmo potuto riesumare Willy ventidue anni fa e risolvere il caso".

Torna fuori il nome dell’ex parroco, don Tiziano Bruscagin.
"Il prete sa tutto. Deve aiutarci. Ha celebrato i funerali di Willy e di mio padre, spendendo tante parole. Ma ora servono i fatti".

Quali sono le prossime mosse?
"Una volta un inquirente mi spiegò che a Goro ci sono famiglie di serie A e famiglie di serie B. Ora è tempo di vedere se quello che mi disse è vero oppure no".

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