Ferrara, 14 marzo 2019 - Non si ferma il pressing della procura su don Tiziano Bruscagin. Il prete, ora in servizio in provincia di Padova, ieri mattina si è presentato in via Mentessi per essere nuovamente ascoltato dal sostituto procuratore Andrea Maggioni. Erano state proprio le confidenze dell’ex parroco di Goro, affidate al Carlino nel 2014, a far riaprire l’inchiesta sull’omicidio insoluto di Vilfrido ‘Willy’ Branchi, il 18enne assassinato e gettato nudo sull’argine del Po la notte del 30 settembre del 1988.

Oggi il sacerdote è indagato per false informazioni al pubblico ministero. Un reato di cui era già stato accusato in passato e che di recente, dopo una prima archiviazione, gli è stato nuovamente contestato. Sin dalla riapertura dell’inchiesta, gli inquirenti hanno ritenuto centrale la figura del parroco. Da qui la necessità di questa ulteriore ‘chiacchierata’, alla quale il don è stato accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Milena Catozzi e Marcello Rambaldi.

LEGGI ANCHE Willy Branchi omicidio, altri due indagati. "Hanno detto il falso"

Difensori che, oltre a confermare la nuova audizione, non hanno aggiunto altro. «Al momento non ci esprimiamo. Forse in seguito diremo la nostra» si sono limitati a dichiarare. Massimo riserbo anche sulla natura delle domande del pm e sui contenuti delle risposte del religioso. È però lecito ipotizzare che gli sia stato chiesto conto delle sue precedenti dichiarazioni e delle presunte contraddizioni. Non è inoltre escluso che l’ipotesi di reato possa mutare nel caso il don continui sulla linea tenuta finora.

image

Nel frattempo  sempre ieri mattina, si è svolta una nuova udienza del processo che vede a giudizio Carlo Selvatico, pensionato di Goro accusato anche lui di falso. Si tratta del primo procedimento legato alla morte di Willy approdato in dibattimento da trent’anni a questa parte. Il caso, assegnato al giudice Giulia Caucci, è stato rinviato al 4 di ottobre. Ma questo è solo un filone di un’inchiesta articolata e complessa dalla quale la famiglia Branchi (assistita dall’avvocato Simone Bianchi) si aspetta la verità. Oltre a Selvatico e a don Bruscagin, infatti, ci sono altre quattro persone indagate per false informazioni al pm. Si tratta del medico Pierluigi Bordoni, del pescatore Patrizio Mantovani, di Rodrigo Turolla, sarto del paese e della moglie di quest’ultimo, Luisa Barini. Le indagini continuano e non si esclude che a breve il registro degli indagati possa ‘arricchirsi’ di altri nomi.