Carlo Selvatico, fuori dal tribunale di Ferrara (Businesspress)
Carlo Selvatico, fuori dal tribunale di Ferrara (Businesspress)

Ferrara, 15 settembre 2020 -  Se altro doveva raccontare, spiegare sul torbido che purtroppo ancora circonda l’omicidio del povero Willy Branchi seviziato e ucciso 32 anni fa a Goro, se l’è portato con sé. Nella tomba. Alle 5 circa di ieri, all’ospedale del Delta, è morto Carlo Selvatico, l’anziano che dalla fine di gennaio scorso era stato accusato di concorso in omicidio volontario del povero diciottenne assassinato in una maledetta notte di settembre del 1988, trovato sull’argine del Po nudo e col volto deturpato. Selvatico era l’unico nome noto dei 3 indagati. Negli atti del pm Andrea Maggioni, infatti, Selvatico viene accusato del delitto di Willy, in concorso con ’altri’.

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Che poi sarebbero due fratelli del luogo, stando alle voci di corridoio, su cui gli inquirenti speravano che Selvatico, pur in tutta la sua ambiguità, potesse fare rivelazioni importanti per giungere a una conclusione di indagine che possa rendere giustizia al povero Willy. Non è detto che non l’abbia fatto, considerando che dal 31 gennaio scorso, Selvatico è stato ascoltato altre volte dal magistrato Maggioni. Ora, però, tutto quello che non è stato detto e chiarito, rimarrà tale. Il pensionato affetto da diverse patologie, anche cardiache, era entrato in ospedale nove giorni fa.

Domenica stava per uscire, per sua stessa volontà, ma le sue condizioni si sono aggravate e poco dopo è entrato in coma. Selvatico era entrato nelle intricate indagini sul terribile omicidio di Goro, prima come indagato per false informazioni al pm ( si era finto avvocato per capire a che punto fosse l’inchiesta sul delitto), poi per favoreggiamento degli assassini e, infine, archiviato questo procedimento è stato accusato di concorso in omicidio volontario. In sostanza il pensionato, avendo voluto carpire informazioni sulle indagini – secondo il pm - lo avrebbe fatto non per favorire altri ma per proteggere se stesso. Non è detto che in mano agli inquirenti non ci siano già elementi importanti per acclarare questo castello accusatorio, ma certo lui non sarà mai condannato dalla giustizia terrena, o assolto. Alla fine del l’interrogatorio fiume di gennaio, assistito dall’avvocato Michele Ciaccia, Selvatico si limitò a dire ai cronisti "sono innocente, non ho ucciso il giovane". Dopo ci sarebbe stato altro. La famiglia di Willy e il legale che la assiste, l’avvocato Simone Bianchi, nella consapevolezza che venga a mancare una figura importante per le indagini, ora preferiscono rimanere in silenzio.