Ferrara, 21 novembre 2017 - Clienti e correntisti al riparo dal temuto armageddon, Bper al sicuro dalle possibili conseguenze di azioni legali risarcitorie. L’incorporazione dell’ormai dissolta Carife, è avvenuta senza particolari traumi. Comprensibile baillamme nelle filiali e negli uffici della direzione generale, ma al di là di qualche bancomat in tilt, di linee Telecom più lente dell’usuale e dell’inevitabile trambusto per il cambiamento (completo) di procedure e computer, è stata garantita la piena operatività.

«L’incorporazione di Nuova Carife, giunta a compimento con la nascita della Direzione Territoriale Ferrara – dichiara l’amministratore delegato di Bper Banca Alessandro Vandelli – avviene in un contesto di piena continuità con i valori e le modalità operative che esprimiamo da sempre. La clientela potrà beneficiare di nuove opportunità e servizi, rapportandosi a un istituto presente su quasi tutto il territorio nazionale, e ben determinato a confermare il suo sostegno alle comunità locali. Ciò vale a maggior ragione in un ambito, come quello ferrarese, che ha affrontato in passato numerose difficoltà e in cui intendiamo lavorare a fondo, mettendo in campo tutte le nostre energie, per rimettere in moto e consolidare una relazione sempre più proficua con famiglie e imprese».

A ciò si aggiunge un altro elemento di spicco: Bper esprime infatti la propria «totale estraneità ai comportamenti che possono avere determinato danno in capo ad azionisti e obbligazionisti di Nuova Carife – si legge in una nota della banca –, e fa rilevare che l’esigenza di mantenere quest’ultima indenne dalle conseguenze di possibili contenziosi è stata fra i presupposti dell’operazione di acquisizione. Da ciò derivano apposite tutele contrattuali e in particolare idonee garanzie prestate dal Fondo Nazionale di Risoluzione a beneficio di Bper Banca, nel rispetto della normativa europea recepita dal nostro ordinamento».

In sostanza, se la recente sentenza del Tribunale di Ferrara (che ha disposto il risarcimento di un azionista) dovesse essere confermata e replicata per altri casi, non sarà Bper a doverne pagare il conto. Bensì il Fondo di Risoluzione, che in base alla normativa Ue vigente da anni, ma anche alla propria natura istitutiva, è il soggetto che dovrà, eventualmente, rispondere dei risarcimenti. Anche per questo, Bper prosegue affermando che gli ex azionisti che volessero accettare le proposte commerciali varate nei giorni scorsi, potranno farlo liberamente: «Questa proposta, il cui obiettivo è ricostituire un solido rapporto di fiducia con il tessuto socio-economico del territorio – conclude la nota della banca –, non è in alcun modo correlata né subordinata alla rinuncia a eventuali azioni, anche per via giudiziaria, da parte degli stessi ex soci Carife, verso i quali Bper Banca intende esprimere, anche attraverso questa iniziativa, la propria vicinanza e attenzione».