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FERRARA
A METÀ di quegli ormai lontani anni ’70 l’informatica a Ferrara era una sorta di foglio bianco su cui, lentamente, qualche pioniere stava cominciando a scrivere. Vittorina Nori Zuffellato, imprenditrice di origine vicentina, scuola Olivetti, è stata una di quei pionieri, lungimirante come pochi, pronta a comprendere che il futuro, per le aziende come per la società nel suo complesso, passava di lì. Dette vita, insieme con il marito, alla Zuffellato computers (sede nella zona artigianale, in via Bela Bartok), di cui è tuttora la presidente. Dalle calcolatrici ai computer di ultimissima generazione, software e soluzioni per professionisti e aziende. Amministratore delegato ed erede di quell’esperienza, fattasi presto importante realtà, è il figlio Enrico Zuffellato: trentatrè anni, capacità e grinta, oltre a un deciso impegno anche in campo associativo (ricopre la carica di vicepresidente del Gruppo giovani imprenditori Confindustria Emilia centro).

Enrico, ci descriva la sua azienda.
«È nata nel 1975 con tre addetti. Ora conta una trentina di collaboratori. Il core business è rappresentato dalla digitalizzazione dei processi informatici ad alto livello. In sostanza forniamo know how specialistico su due livelli: la consulenza e la realizzazione di progetti mirati. Il fatturato è due milioni e mezzo di euro. La sede è stata ristrutturata di recente secondo una concezione fortemente innovativa».

Su quali mercati operate?
«Dal punto di vista geografico in Italia, in particolare nel Centro-nord e, attraverso partner, curiamo le isole. Ma ci stiamo affacciando, con soddisfazione, anche sul mercato estero (Polonia e Serbia). Quanto ai settori, siamo molto presenti su quello agricolo e dell’agroindustria».

Dove state attuando progetti davvero innovativi…
«Sì. Sviluppiamo soluzioni che consentono di collegare la rete informatica ai mezzi meccanici, trattori o droni guidati dal satellite, ad esempio, come avviene già da tempo. La chiave del successo di molte realtà produttive e di interi settori è proprio questa».

Quindi non si può più parlare solo di ‘buoni prodotti’.
«Occorrono i ‘buoni prodotti’, ovviamente, ma inseriti in processi di qualità».

Questi temi ci fanno scivolare oltre, alla cosiddetta Industria 4.0…
« Il futuro è questo, che vedrà - anzi, vede già - un’interazione sempre più stretta fra uomo e macchina, senza che la seconda sostituisca il primo. L’obiettivo, in sostanza, è quello di migliorare i processi ed efficientare la produzione».

Può citare qualche vostro cliente?
«Bonifiche Ferraresi e Molino di Ferro, fra i tanti».

Lei, un giovane, che consigli può dare ai suoi coetanei?
«Mai come oggi possono e devono cavalcare questa onda tecnologica che raggiunge tutti i settori, economici e non. Certo, occorrono capacità, passione, coraggio e il momento è quello giusto: il più favorevole, secondo me, da trent’anni a questa parte».

Torniamo alla sua azienda. Qual è la composizione del management?
«Io sono il ceo, l’amministratore delegato, mia sorella Barbara è la responsabile tecnica, Paolo Squerzanti è il direttore commerciale e mia madre è la presidente…»

…che si divide tra Ferrara e le Marche…
«È vero. Nel Maceratese, a Borgo Lanciano, alle pendici dei Monti Sibillini, ha creato un elegante hotel con spa composto da casali ristrutturati. Un’idea meravigliosa». E, a proposito di Borgo Lanciano, il progetto è avviato ormai da una quindicina di anni e sta ottenendo un grande consenso: 14mila sono stati, solo l’anno scorso, i visitatori nonostante gli effetti negativi nel terremoto. L’investimento, cospicuo, ha superato i 15 milioni di euro; un altro milione è già stato destinato all’implementazione della spa.