L'incontro tra Alan Fabbri e la comunità Arcigay in Comune
L'incontro tra Alan Fabbri e la comunità Arcigay in Comune

Ferrara, 15 luglio 2019 - "Nuova giunta, vecchia roba!". "Sindaco, inverti la rotta". Sulle barricate non c’è l’opposizione, ma un gruppo di cattolici tradizionalisti (il Comitato Carlo Magno), promotore di una petizione online – sul sito fattisentire.org – che in poche ore ha superato i 250 firmatari. A spiegarne le ragioni sono i diretti protagonisti, pur chiedendo il rispetto dell’anonimato («Abbiamo paura di ripercussioni anche fisiche, oltre ad avere figli a scuola», la premessa): «Il sindaco Alan Fabbri è andato al gay pride, e l’Arcigay ha dichiarato che continuerà a ricevere finanziamenti, affitti agevolati e a educare nelle scuole – esordiscono –. Così facendo, Fabbri ha tradito i suoi elettori, le linee guida del centrodestra e del suo stesso partito».

Non è, per ora, una scomunica, ma un richamo: «L’abbiamo votato convintamente, e abbiamo anche fatto i rappresentanti di lista ai seggi – dicono due dei tre presenti in redazione –, ma siamo sconcertati dalle prime mosse. Fabbri dice di essere il sindaco di tutti, ma deve rispondere a un’area moderata e cattolica. Torniamo a chiedergli, perciò, se si riconosce nei valori etici e morali che noi portiamo avanti. I valori del centrodestra, a difesa della famiglia e della vita umana».

La petizione è stata lanciata all’indomani della pubblicazione (a pagamento) di un duro testo, in cui Fabbri viene accusato «di aver prestato la propria immagine e presenza alla manifestazione dell’attivismo Lgtb, di aver avvalorato con naturalezza la percezione di ‘normalità e liceità’ di un atteggiamento ‘omo-dis-sessuale’, di aver confermato la concessione di locali pubblici e finanziamenti (all’Arcigay, ndr)» e di avere «omesso di affermare pubblicamente che l’ideologia gay e l’ideologia gender non dovrà essere in alcun modo avallata dall’amministrazione».

Rilievi politici, visto che al momento non ci sono provvedimenti amministrativi: «Ma confidiamo che i consiglieri del centrodestra presentino una richiesta di accesso agli atti – sottolineano i tre portavoce, due uomini e una donna – per verificare che non ci siamo aperture nel settore della scuola, sotto il profilo della promozione della cultura ‘gender’, e quale sia la situazione, in città, degli affidi a coppie omosessuali». Chi avrà, nel centrodestra appena insediato, il coraggio di smarcarsi dal sindaco? «I due consiglieri della lista Maggi, Guerzoni e Martinucci, sono stati votati dai cattolici – la provocazione –: avremo il bene di sentire la loro voce?».

Il pressing, dunque, è incalzante: «A settembre consegneremo la petizione ai segretari regionali dei partiti di centrodestra – concludono i portavoce del comitato –: Fabbri non dimentichi che in autunno ci sono le Regionali. E che i cattolici non guardano solo alla sicurezza della Gad, ma innanzitutto a quella dei propri figli e all’educazione dei giovani».

La replica del sindaco

«Non ho mai vissuto di pregiudizi, mi spaventa chi prova ad alimentarli, senza neppure avere il coraggio di metterci la faccia». Alan Fabbri confessa la difficoltà di replicare «a Carlo Magno. Chi è, chi sono, chi rappresentano? – esordisce il sindaco – Al di là dell’identità, tuttavia, mi sconcertano le dichiarazioni che ho letto, sono lontane anni luce da quello che io penso, e dal modo in cui intendo amministrare una comunità. Rispettando, e questo è fondamentale, i diritti e chi se ne fa interprete, in modo lecito, rispettoso delle leggi, e senza prevaricare gli altri».

L’incontro con Arcigay, la partecipazione al Ripagrande Pride promosso dalle associazioni Lgtb ha sollevato però polemiche nel mondo cattolico più tradizionale, e in una parte dell’elettorato della Lega: «Non ne sarei tanto sicuro, non sento di aver tradito i miei elettori – replica Fabbri –, anzi ho ricevuto in questi giorni tantissimi messaggi di consenso da parte di chi mi ha votato. E non solo. Perciò, se la buttiamo su questo fronte, Carlo Magno presenti una propria lista, e vediamo quale sarà l’esito...».

Tornando all’incontro con Arcigay, Fabbri chiarisce «che il dialogo, che intendo mantenere, non è legato a chissà quali interessi. Non mi sono stati presentati progetti per le scuole, o altre richieste, se è quello cui il comitato allude. Perciò mi sento non solo tranquillo, ma addirittura più determinato che mai a difendere la mia posizione – incalza il primo cittadino –: io credo nell’ascolto e nel rispetto di ogni scelta, sessuale o religiosa. Capisco le battaglie per la difesa della famiglia tradizionale, la rispetto come rispetto chi lotta, lecitamente, per ogni altro diritto. Perciò i componenti di quel comitato facciano pace con se stessi. E se non mi vogliono più votare, sono liberissimi. Ma io non cambio». 
GLI FA SPONDA Matteo Salvini, che nella visita di sabato a Ferrara ha sfiorato la questione: «Un sindaco incontra tutti e ascolta tutti, poi si tiene le sue idee». E le idee di Fabbri, conclude il sindaco, sono aperte: «Ho amici omosessuali, ho avuto in lista candidati omosessuali, ho persino guardato tre o quattro volte il film ‘Milk’. Adesso magari quelli di Carlo Magno penseranno che sono gay – il sindaco sorride –, ma non me ne curo. Mi preoccupano, invece, gli integralismi». Il dialogo con le associazioni Lgtb non subirà alcuno stop: «Faremo rispettare la Giornata contro l’omofobia, con l’unica avvertenza di non targare l’iniziativa con simboli di parte. Per il resto, nessun arretramento. E ai componenti di Carlo Magno, dico che dal medioevo il mondo è andato avanti...».