Vittorio Sgarbi, alle spalle già quattro mandati da deputato
Vittorio Sgarbi, alle spalle già quattro mandati da deputato

Ferrara, 29 gennaio 2018 - «Sarà come scalare l’Everest in ciabatte». Impresa che, a 73 anni, suona ancor più ardita; ma è così che il ferrarese Giuseppe Zuccatelli (figura storica del Pci estense, ma da anni trasferito in Romagna) si prepara alla corsa alla Camera, dove è candidato, all’uninominale, nel collegio di Cesena per Liberi e Uguali, il partito di Pietro Grasso e Pierluigi Bersani.

Ci sono dunque i candidati ben incardinati nel territorio (ieri è arrivata la conferma della corsa, per la Lega Nord, di Emanuele Cestari e Maura Tommasi, con il primo che nel seggio del ‘cratere’ sembra avere buone chance), e quelli che invece giocheranno in trasferta. I casi più eclatanti riguardano David Zanforlini, avvocato ferrarese che il Movimento 5Stelle designa a Ravenna, e soprattutto Luigi Marattin del Partito Democratico, che Renzi ha deciso di spendere – come quota nazionale – nel collegio, sulla carta sicuro, di Reggio e Modena.

Se, come vedremo, per il Pd locale è comunque una scelta soddisfacente, una certa esultanza trapela dai profili Facebook dei risparmiatori Carife, che considerano quello di Marattin come una sorta di... esilio (che pure, in caso di elezione, sarà dorato). Non la vede così Luigi Vitellio, segretario provinciale dem: «Anche la candidatura di Marattin premia una federazione che, più di altre, può contare su una batteria di propri esponenti di spicco. Da Paola Boldrini a Barbara Paron, che vedono valorizzata la componente femminile, al rilievo assoluto di Dario Franceschini e Piero Fassino, che qui sarà capolista e che negli anni ha dimostrato vicinanza e sintonia con il nostro territorio».

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Sul legame stretto con Ferrara punta soprattutto Franceschini, che ieri, sui social, ha ribadito i contenuti della sua recente anticipazione al Resto del Carlino: «So anche che ci sono tanti problemi, a cominciare dalla sicurezza che i ferraresi pretendono giustamente sia garantita, perché vogliono vivere tranquilli nelle loro strade, alla disoccupazione di troppi ragazzi, sino alla tutela dei risparmi, che in tanti hanno visto scomparire per il colpevole disastro della Cassa di Risparmio. Io mi impegnerò per affrontarli e risolverli, questi problemi».

Ma torniamo alle candidature: esordienti rampanti e vecchie volpi da kermesse elettorali. Se Zuccatelli, all’epoca del Pci, era già stato candidato nel 1989, Alberto Balboni di Fratelli d’Italia (che correrà da numero 2 al Senato dietro Daniela Santanché), ha già occupato un seggio in Parlamento per due legislature e mezza. Il ritorno a palazzo Madama avrebbe del clamoroso: «Diciamo che ho il 50% di possibilità», afferma, pur ammettendo che tutto si giocherà sul filo dei resti.

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Punta al ritorno al Parlamento, da capolista a Ferrara, Vittorio Sgarbi: esponente di ‘Rinascimento’ (movimento federato con Forza Italia), vanta già quattro mandati da deputato, oltre a un record difficilmente eguagliabile. Tra candidature e elezioni, è stato esponente di ben 14 partiti e movimenti: dal Pci (per cui fu candidato a Pesaro nel 1990) alla Dc-Msi, dall’Udc alla Lista per le Autonomie.