Ferrara, 21 gennaio 2020 - Il 'caso Solaroli’ ... autosospende il Consiglio comunale. La richesta dell’opposizione di discutere, come primo punto della seduta, la richiesta di dimissioni dell’esponente leghista (da giorni nella bufera per le registrazioni choc), ha innescato una bagarre senza precedenti (VIDEO). Pd, Azione Civica e Genteamodo avevano ottenuto l’iscrizione d’urgenza dell’ordine del giorno in cui si chiedono le dimissioni di Solaroli, e si stigmatizza l’atteggiamento del vicesindaco Lodi, anche lui in qualche modo protagonista della registrazione.

Pronto ad accodarsi anche il Movimento 5Stelle: "Il nostro sarà un atteggiamento giacobino – afferma il capogruppo Tommaso Mantovani –, ma è impensabile che da questa vicenda non emerga una responsabilità, e non ci sia qualcuno che paghi con le dimissioni. Solaroli, o il sindaco". Clima dunque tesissimo sin dall’avvio, con la sala consiliare gremita di pubblico anche oltre la capienza, visi tirati sui banchi della maggioranza, e schermaglie immediate subito dopo il tradizionale concerto degli allievi del Conservatorio. Ad accendere la miccia, Anna Ferraresi, consigliere del Gruppo Misto e grande accusatrice di Solaroli, che ha letto la lettera indirizzata al sindaco Fabbri: "E’ imbarazzante il silenzio istituzionale a seguito anche delle offese di ‘Naomo’ Lodi nei miei confronti. Lei è a conoscenza di tutto quanto è accaduto, e dei comportamenti – scriveva la Ferraresi già il 21 dicembre –, essendo anche lei nella chat in cui si parlava della mia situazione".

Dopo un lungo applauso (censurato, a termini di regolamento, dal presidente del Consiglio Lorenzo Poltronieri), si è passati alla fase delle interpellanze, e qui il capogruppo della Lega Benito Zocca ne ha presentata una, tattica, sulla vicenda Coccinelle, per schermare il caso Solaroli ricordando "come la situazione della coop, forse per i legami con esponenti della vecchia amministrazione, non sia mai stata chiarita fino in fondo".

Dal pubblico, alcune espressioni di disapprovazione, e seduta sospesa. Ma non era che il preludio del caos. Quando Dario Maresca (Genteamodo) ha chiesto di anticipare il dibattito sul caso Solaroli, è calato il muro. "Richiesta fuori luogo – la risposta affidata a Diletta D’Andrea di Forza Italia –, prima dobbiamo discutere del Dup, visto che da mesi lavoriamo al documento unico di programmazione". All’opposizione è parsa chiara la tattica dilatoria; il capogruppo del Pd Aldo Modonesi si è dunque rivolto direttamente al sindaco Fabbri: "Sono convinto della sua onestà, e voglio continuare a credere nella sua estraneità. Ma lei rischia di essere il più ‘autosospeso’ di tutti, se non sente il bisogno di chiarire subito questa vicenda, facendo sospettare che il suo silenzio diventi insopportabile e complice".

Anche di fronte alla durezza di queste parole, Fabbri non ha rotto il mutismo; la richiesta dell’opposizione è stata bocciata,e a questo punto i gruppi di minoranza hanno lasciato l’aula, mentre dagli spalti volavano alcune grida all’indirizzo della giunta. Come detto, anche in momenti e per eventi più rilevanti del ‘caso Solaroli’, non si era mai verificata una simile situazione. A quel punto, neppure il fondamentale Dup è stato portato in discussione. Tutto rinviato alla prossima seduta (fra una quindicina di giorni). Nel mentre, si chiariranno forse le responsabilità del leghista, assente comunque ieri. Tra l’altro, è stato confermato che l’autosospensione non esiste. E in ogni caso non è dal ruolo di consigliere comunale, ma solo dall’incarico di vicecapogruppo della Lega e dall’attività del partito, dal quale non è stato espulso.