Per Barbara Paron la sfiducia è ormai nei fatti: si attende solo la dichiarazione
Per Barbara Paron la sfiducia è ormai nei fatti: si attende solo la dichiarazione

Vigarano (Ferrara), 17 settembre 2020 - "Bugie per allungare il tempo e non cadere dalla poltrona". Questa la goccia che ha portato Lega e Fratelli d’Italia a rassegnare le proprie dimissioni da consiglieri e far mancare il numero legale. Le 13 di ieri sono state l’ora X per il sindaco di Vigarano Barbara Paron. Ora è il segretario generale che dirà se serve anche il no degli eventuali surrogatori o se, non essendosi svolta alcuna seduta di consiglio, basta questo per far cadere la Paron.

LEGGI ANCHE ’Terremoto’ a Vigarano: in 4 lasciano Paron - Terremoto a Vigarano Giunta Paron al capolinea

"Salvo sorprese nessuno sarà disposto a supportare questa amministrazione – dicono Davide Bergamini (Lega) e Mauro Zanella (FdI) –: l’ennesima presa in giro è stata che la sera, in una riunione in Comune dove comunque avevamo annunciato alla Paron le dimissioni, mentre cercava di dissuaderci stava già mandando messaggi a chi dei nostri gruppi avrebbe poi dovuto accettare di surrogarci". Il momento cruciale è stata la riunione di martedì sera in comune con il sindaco, Flavio Tagliani, Mauro Sciannaca e Diego Prado. "Questa è comunque una grande sconfitta per Pd e Italia Viva – affermano i due esponenti del centrodestra – perché oggi cade una delle sue roccaforti. La Paron lascia un pessimo ricordo e una cattiva politica sul nostro territorio.

Alle prossime elezioni gli elettori sapranno certamente scegliere. Diamo fin d’ora la nostra disponibilità a collaborare con il commissario per portare avanti provvedimenti importanti, come il finanziamento in sospeso".
E’ stato poi Oskar Spath (FdI) a spiegare che il tutto era stato anticipato anche dalla richiesta di dimettersi rivolta dal loro direttivo ai due consiglieri. "Ai nostri inviti di dimissioni siamo stati tacciati di creare zizzania ma i fatti ci hanno dato ragione – aggiunge Zanella – l’ultima riunione era solo una trappola della Paron per allungare il tempo: la bozza era pronta d ue anni fa, il progetto per la piazza non esiste e il tecnico indicato non era nemmeno autorizzato a presentarlo all’ufficio tecnico.

Per convincerci a restare ci ha detto che sarebbe mancato il contributo alla Casa della musica, un cantoniere e altre cose che, se avesse voluto, le avrebbe potute fare in questi ultimi due mesi. Se dopo la riunione di capigruppo, quando le è venuta a mancare la maggioranza, invece di usare la sua solita superbia accusandoci, ci avesse chiesto aiuto non saremmo arrivati a questo punto. Queste nostre dimissioni segnano un cambio epocale". In conclusione Bergamini ha chiarito anche la responsabilità e la disponibilità della Lega a dare un supporto a livello provinciale a chi reggerà temporaneamente l’ente, sino alle nuove elezioni già previste, per portare avanti obiettivi importanti.