Fulvio Bernabei (foto Businesspress)
Fulvio Bernabei (foto Businesspress)

Ferrara, 3 gennaio 2019 - «Sono orientato a lasciar perdere tutto: un po’ per il senso di responsabilità verso il mio lavoro di ‘servitore dello Stato’, un po’ per la frammentazione eccessiva nel centrosinistra». Fulvio Bernabei non pronuncia la parola ritiro, ma nei fatti la possibile candidatura ufficiale dell’ex comandante provinciale della Guardia di Finanza sembra venir meno.

«Se il mio ripensamento può aiutare a ricompattare il centrosinistra, lo faccio senza patemi – prosegue Bernabei –; e lo dico senza voler minimamente voler tirare la volata al Pd. Sono piuttosto io che mi sento, in questa situazione, un pesce fuor d’acqua, poi aggiungiamo i problemi di lavoro che mi concedono poco tempo per l’eventuale campagna elettorale. E anche questo è un handicap». Sbiadisce la disponibilità a correre correre come civico, tuttavia Bernabei non ripudia le proprie motivazioni: «Candidato o meno, credo sia scorretto raffigurare Ferrara come Gotham City: la città va sicuramente migliorata, ma la parola cambiamento ha varie declinazioni. Capisco che paghi elettoralmente, dire che a Ferrara tutti hanno lavorato malissimo e che siamo allo schifo – prosegue l’ex comandante delle Fiamme Gialle–. Sarò politicamente scorretto, ma penso che la realtà non sia così; perciò se anche io devo mettermi a lanciare simili slogan, grazie, non ci sto».

Nei confronti degli altri civici, Bernabei è comunque diplomatico: «Rispetto le scelte dei vari Fusari, Ferroni, Giubelli, considero le loro espressioni belle e sincere, ma in qualche modo bisogna trovare unità. Io non ci sto a tutti i costi, adesso vediamo cosa accade nell’ambito del centrosinistra: ero entrato nell’agone forse con una purezza ingenua, se adesso faccio un passo indietro è sperando che qualcun altro possa riuscire nel compito. Sicuramente non ripudio il mio bagaglio di ideali, che ritengo utili per la città che ho scelto, e che amo». Tra gli ideali e gli obiettivi, cruciale il tema della sicurezza: «Ripeto ciò che ho detto il giorno della mia presentazione – incalza Bernabei –: ci sono problemi da affrontare con vigore e nel rispetto della legge. Senz’altro può aiutare un utilizzo diverso della Polizia Municipale, ma non servono certamente le ronde. E soprattutto un sindaco non è John Wayne, non può pensare di risolvere i problemi con gli slogan lanciati in campagna elettorale, quando poi ti misuri con una coperta, quella della disponibilità di uomini e pattuglie, che è corta per tutti».

Se la possibile candidatura è dunque al capolinea, Bernabei non si sottrae dal dare un contributo: «Ferrara deve scegliere un bravo amministratore: onesto, corretto, concreto, che dica le cose come stanno. E che interpreti anche questa fase di campagna elettorale non come una gara a chi la spara più grossa – saluta il colonnello –; non sto facendo uno spot a qualcuno nel Pd, dico solo che il confronto deve smarcarsi dallo stile manicheo e muscolare, i cittadini devono capire che questo farebbe loro un danno. Non dò lezioni, io parlo per me: non sono capace di raccontar balle per prendere applausi, o voti».