La stretta di mano, iniziale, tra il sindaco Tiziano Tagliani e Alan Fabbri. Poi tra i due è calato il gelo
La stretta di mano, iniziale, tra il sindaco Tiziano Tagliani e Alan Fabbri. Poi tra i due è calato il gelo

Ferrara, 26 aprile 2019 - Dietro gli appelli all’unità, principale eredità della Liberazione e cemento della democrazia, le scintille della campagna elettorale. Sferzate, contro accuse e curiose casualità, lasciano uno strascico all’indomani delle celebrazioni del 25 aprile. Nel discorso ufficiale, il sindaco Tiziano Tagliani è uscito dall’excursus storico per lanciare una stilettata a 5Stelle e Lega: «Questa giornata è più importante che mai, se si pensa a provocazioni che non hanno nulla di folkloristico e tifoserie inneggianti pubblicamente al duce e razziste – l’esordio –, ma anche importanti decisioni parlamentari affidate a piattaforme tecnologiche delle quali si è dimostrata l’inaffidabilità, una persistente campagna tesa a negare i diritti fondamentali dell’uomo, e una politica oscillante fra secessione del Nord con l’abolizione dei prefetti e centralismo assoluto che vuole i sindaci commissariati da questi ultimi, secondo le convenienze».

Parole che non sono piaciute al candidato sindaco leghista Alan Fabbri, presente in piazza in qualità di consigliere regionale (e che ha garantito la presenza anche in futuro, «qualunque ruolo avrò»): «Con tre parole l’amministrazione comunale è riuscita a rendere divisiva la festa del 25 aprile, con un discorso di attacco gratuito al governo in carica. Le parole di Tagliani nuocciono all’atmosfera di unità nazionale che il Pd tanto sbandierava come principio da salvaguardare»

E se all’inizio della manifestazione Tagliani e Fabbri si sono stretti la mano, dopo l’intervento del sindaco tra i due, in piazza, è calato repentinamente il gelo. Atmosfera più calda, invece, con la rappresentazione scenica ‘LiberAzione’, che ha richiamato centinaia di spettatori sul Listone. Lo spettacolo si è svolto, per una coincidenza pressoché inevitabile ma che ha destato parecchia curiosità, proprio davanti alla sede elettorale di Fratelli d’Italia. E come nei vecchi film di Peppone e Don Camillo, alle note di ‘Bella Ciao’ il volume degli amplificatori è parso alzarsi improvvisamente.