A sinistra, il sindaco di Goro Diego Viviani (foto Businesspress)
A sinistra, il sindaco di Goro Diego Viviani (foto Businesspress)

Ferrara, 26 ottobre 2016 - Quella di ieri per il sindaco di Goro, Diego Viviani non è stata una delle giornate più facili e gestibili. Ore concitate fatte di incontri in Prefettura prima e poi con la cittadinanza di Gorino e di Goro poi nel pomeriggio per spiegare cosa fosse successo con la requisizione dell’ostello di Gorino per metterlo a disposizione di 12 donne migranti.

In una sala gremita nella sala bar dell'ostello a Gorino, il primo cittadino ha ammesso che vi sono stati errori di comunicazione, cose fatte in fretta e che comunque mai e poi mai ha detto di vergognarsi del proprio paese e dei suoi cittadini: "Io non mi vergogno di Goro ed intendo restarci - ha detto -. Alla luce di quanto detto ed accaduto in Prefettura le migranti sono state collocate in altre zone e strutture". E poi rivolgendosi direttamente ai suoi cittadini: "Chiedo aiuto a voi, nel modo in cui potete darmelo, io sono uno e non il padrone del paese o colui che ha la verità in tasca. Sto cercando di risolvere una situazione difficile e spinosa sotto molteplici punti di vista nel modo che conosco, senza creare ulteriore scompiglio. Si è svolto tutto in fretta, la comunicazione ha peccato e non quando si agisce velocemente le cose vengono fatte con poca precisione".

Questa mattina, ai microfoni di Sky tg 24, ha dichiarato che non è stata una vittoria, ma piuttosto "una reazione a caldo e adesso a mente fredda dobbiamo dimostrare di essere altro da quello che siamo stati dipinti un po' troppo frettolosamente e forse anche in maniera un po' cattiva. Adesso noi per primi dobbiamo essere più buoni e fare in modo che gli altri siano più buoni con noi"

Il sindaco ha rivelato che a Goro c'erano anche persone contrarie alle barricate contro i profughi: "Io adesso devo rimettere assieme le anime, devo spiegare a quelli delle barricate di che cosa si trattava e di cosa si tratta quando si parla del fenomeno dei migranti. Non devono solo sentire le malelingue e le affermazioni volutamente contro, ma anche i pro e i contro come è giusto che sia".

E, ha aggiunto, "devo avere da loro una riposta meditata con calma e consapevole, non come quella di lunedì". Perché il compito che si prefigge il primo cittadino è "spostare in consapevolezza la reazione data dalla paura e dal non sapere cosa stava accadendo con una requisizione". "Mettiamoci lì, facciamo vedere che siamo altra cosa e che siamo disposti a fare la nostra parte" la sua esortazione finale.

Di questa mattina è anche l'intervento di Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord nella Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna e originario del ferrarese: "A Gorino non ci sono fascisti, ma eroi. Tante persone per bene che hanno detto di no all'iniziativa del Prefetto, che aveva di fatto 'sequestrato' un ostello per metterci dentro donne immigrate". Fabbri parla invece di "una vittoria delle comunità, di fronte all'atto ad imperio del Prefetto di Ferrara, Tortora"

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