Leonardo Semplici e il patron Francesco Colombarini nella redazione del Resto del Carlino
Leonardo Semplici e il patron Francesco Colombarini nella redazione del Resto del Carlino

Ferrara, 22 maggio 2019 - Accolto in redazione dal responsabile del Carlino Ferrara Cristiano Bendin, che lo ha premiato assieme a Francesco Colombarini per le imprese delle ultime stagioni e per il profilo umano, Leonardo Semplici ha accolto volentieri i riconoscimenti: «Ringrazio per i premi e le belle parole. Mi fanno piacere. Prima viene l’uomo, poi l’allenatore. Conta la persona. Questi sono i miei principi. Ma molto merito dei nostri successi è di proprietà e presidente, della loro sobrietà e del loro lavoro».

Il traguardo più bello? «Sono stati tanti. Sul piano del clima, l’attuale felice compattezza tra tutte le componenti che deve essere solo un punto di partenza, non di arrivo. Sul piano del momento, lo scorso anno fummo applauditi sotto la curva dopo lo 0-4 col Milan: fu una clamorosa botta in positivo, da cui ripartimmo per salvarci. Sul piano dei traguardi, la salvezza dell’anno scorso, senza dubbio. Per Ferrara la serie A sarà sempre tanta roba».

C’è una cosa che le fa più piacere di altre, oggi? «Quando vengono amici e conoscenti da fuori, poi mi dicono: Leonardo, ma qui c’è un clima che è differente da quello di ogni altro stadio. Un clima positivo, sereno, di grande appartenenza, con tante famiglie tutte vestite di biancazzurro». Oggi le chiedono di chiudere magari decimi, e di precedere Bologna e Fiorentina... «Col Milan daremo tutto per riuscirci, mi auguro che allo stadio indossino tutti un capo coi nostri colori, deve essere una festa. I ragazzi lo meritano. Prima di Spal-Napoli eravamo in hotel tranquilli a vedere altre partite con squadre sotto pressione, e noi tutti belli tranquilli… Una cosa impagabile».

La svolta dell’anno? «Partite: in casa con Atalanta e Inter capimmo di essere sulla strada giusta sul piano del gioco. Di contro, il 2-2 col Cagliari e lo 0-3 col Frosinone ci fecero male, e ci misero un po’ in un tunnel. Le vittorie interne con Roma e poi Lazio ci hanno definitivamente instradato». E la mossa tecnica decisiva? «Missiroli mediano centrale, assieme alla crescita del gruppo». Prossimo anno: Viviano potrà continuare? Jankovic potrà dare di più? «Viviano è importante per noi. Ha qualche problemino fisico, ma gestito bene può giocare. E Jankovic ha talento». Cosa le piacerà pensare, guardandosi indietro, tra qualche anno? «Che abbiamo un pochino alleggerito l’aria rispetto a quando arrivai con la città fresca di terremoto e fallimento della banca. Non abbiamo risolto problemi, ma una ventata di ottimismo per ripartire spero l’abbiamo data. Si è fatto qualcosa di straordinario che abbiamo vissuto con crescente eccitazione, e di cui forse non mi rendo ancora conto appieno. Tra qualche anno voltandomi indietro lo realizzerò e apprezzerò meglio: dovendoti dare continuamente nuovi obiettivi pensi al presente e non al passato».