Joe Tacopina
Joe Tacopina

Ferrara, 17 luglio 2021 - Il titolo era già pronto: Joe Tacopina ipoteca la Spal nel giorno della presa della Bastiglia. Poi cavilli legali e formalità burocratiche lo hanno cestinato, e sono passati altri due giorni. Ma finalmente, addì venerdì 16 luglio 2021, arriva la preziosa sigla americana sul preliminare. Il closing è previsto tra l’8 e il 10 agosto, quando Tacopina presenterà ufficialmente anche gli altri investitori statunitensi che assieme a lui e al collega avvocato John Pavia si insedieranno al timone della Spal.


Ormai non ci dovrebbero essere più dubbi: la società passerà di mano. Tacopina ne diventerà presidente con pieni poteri, il suo braccio destro italiano Dante Scibilia amministratore delegato, l’ex difensore di Napoli e Bologna Massimo Tarantino sarà consulente tecnico. Il dg Gazzoli e il ds Zamuner rimarranno al loro posto.
 

Tacopina e i suoi stanno trattando l’intero pacchetto azionario della Spal: ai Colombarini e a Mattioli (che oggi detiene il dieci per cento) non dovrebbero rimanere quote di minoranza. Il costo dell’operazione si può a spanne valutare intorno ai 16 milioni. Tacopina si farà carico infatti di mutui e fidi bancari per una somma intorno a quella cifra, sgravando dagli oneri residui la proprietà attuale. Particolarmente gravoso, per una somma di 9 milioni, è quello a suo tempo contratto per la messa a punto di stadio e Centro Fabbri. La convenzione siglata nei giorni scorsi da Mattioli con il Comune per il “Mazza”, della durata di quindici anni, sino al 2037, cui ne seguirà presto una analoga per il Centro di via Copparo, consentirà agli acquirenti di “spalmare” il debito su più gestioni, dando maggiore respiro ai bilanci annuali.
Non ci dovrebbero essere - a quel che si sa oggi - altri esborsi. La nuova proprietà è pronta poi a immettere in società danaro fresco per 10 milioni.
 

La famiglia Colombarini esce con grande onore dall’avventura Spal. I risultati sono stati eclatanti, dalla D alla A e ora la B. Sul piano finanziario, è ben vero che la società è costata appena 300mila euro e va venduta a milioni, ma in otto anni la proprietà ne ha versati molti di più e lascia quindi con il segno meno, a prescindere dalla mole di impegno profuso. Al tempo stesso, se confermate, le condizioni di vendita sono signorili. Tacopina investirà su una Spal dai conti puliti e la cui cessione è stata favorita al massimo grado, per consegnarla a chi la possa mandare avanti con risorse che al momento dalla famiglia non possono piu uscire.
 

Quel che è importante adesso, è che in questa fase di passaggio si trovi il modo di sbloccare la precarietà che nel ritiro di Mezzana è più che trasparente. Il povero mister Clotet è costretto ad allenare 22 calciatori dei quali, se andrà bene, solo la metà sarà a sua disposizione per la stagione. Giovani Primavera e partenti rappresentano il cinquanta per cento di una spedizione al momento un po’ abbandonata a se stessa, e in chiara difficoltà anche numerica.
 

La firma del preliminare avrà finalmente l’effetto di cambiare qualcosa, rendendo operativa sul mercato la gestione che subentra? L’augurio è che sì, ci si possa muovere, altrimenti questo ritiro in Val di Sole ancora privo di un calendario di amichevoli dopo una settimana di allenamenti, si rivelerà inutile. Giorgio Zamuner ha messo sul forno diversi piatti che si chiamano Tripaldelli, Colombo, Ranieri, Guth, Seculin, Pellegrini, tutti suscettibili di dare una grossa mano al lavoro dell’allenatore, ma non può accendere la fiamma sotto nessuno di essi. Pareva che almeno a livello di prestiti di giovani si potesse essere già operativi, invece il solo movimento della settimana è quello che ha portato il portierino Galeotti nel ritiro della Pergolettese, e quindi il saldo è di meno uno. In questo trambustò, Clotet si sforza di tener duro in attesa di tempi migliori. Quando arriveranno?