Il presidente della Spal, l’avvocato italo-americano Joe Tacopina, si racconta a 360 gradi
Il presidente della Spal, l’avvocato italo-americano Joe Tacopina, si racconta a 360 gradi

Ferrara, 25 agosto 2021 - Joe Tacopina si racconta al Carlino. Il sequestro dello stadio, l’eliminazione in Coppa al 124’ con due rigori a sfavore, il gol-sconfitta a Pisa appena 37 secondi dopo l’inizio della sua prima partita di campionato: c’era di che abbattersi. Non per il ‘toro’ di Brooklyn: "Io sono nato a Bronswille, un quartiere duro, difficile, problematico, lo stesso di Lucky Luciano, Meyer Lanski e poi Mike Tyson che è cresciuto a due isolati da me, anche se l’ho conosciuto solo quando era già un campione. Figurarsi se mi lascio impressionare da cose così".

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Però il sequestro di metà stadio sarà pur stato una mazzata…
"Non mi scoraggia. Se si fosse aperta una voragine inghiottendo il ‘Mazza’, ecco, quello sarebbe stato sì un problema. Ma ora sistemeremo tutto. Ho appena finito una riunione sull’argomento. Io entro fine gennaio conto che i lavori saranno ultimati e lo stadio ritroverà la piena capienza".

La sua opinione?
"Siamo stati poco fortunati perché quindici ingegneri dicono che non ci sono pericoli strutturali e il sedicesimo invece dice che ce ne sono. Ma è il perito dei giudici e quindi ci adegueremo aggiustando lo stadio sino a riportarlo a norma".

Chi pagherà i 600mila euro?
"Non lo so, ma di certo non la Spal. Pagherà chi avrà sbagliato, non so se sia l’azienda che ha fatto i lavori o chi altri. Io quei soldi li investirò su un giocatore".

Ecco, a proposito. La gente si chiede: un budget di 10 milioni e non arriva una punta oltre a Colombo?
"Arriverà, arriverà. Dobbiamo prima cedere 3-4 giocatori e alla fine la prenderemo. Ma Clotet ha enorme fiducia in Colombo e ha fortemente voluto Mancosu, mentre Abou arriva dal club più forte del mondo. Ma un 9 che dia il cambio a Colombo servirebbe e cedendo qualcuno verrà. Però non trascurate Latte Lath: non sarà proprio un centravanti classico di gran fisico, ma con noi farà benissimo".

Che tipo è questo Pep? Come persona…
"Io lo adoro, è di gran livello. Mai visto un coach che tiene cosi tanto all’organizzazione non solo della sua squadra ma anche del settore giovanile. Spesso i tecnici pensano solo ai risultati della loro squadra, lui invece è diverso. Si prende cura di tutto cercando sempre di sviluppare i giocatori, giovani e meno. Cercava un progetto e con noi lo ha trovato. In più ama Ferrara e ha già preso casa vicino al Castello".

E Tacopina? Continuerà a vivere in albergo?
"No. Sto guardando case anch’io, in centro. Se potessi, metterei fuori Pep e prenderei la sua… Ma ne troverò anche una adatta a me".

E a Joe piace Ferrara?
"E’ tutto molto più bello di quanto immaginassi. Gran bella città, gran bella gente che mi ha fatto sentire benvenuto ancor prima di iniziare. Sono lusingato. Mi sono innamorato in fretta, e sto leggendo libri sulla storia di Ferrara, sul Castello e gli Estensi. Qui si respira cultura".

Cosa pensa di fare per i ferraresi?
"Non ho ancora fatto niente e vengo trattato così. Voglio ripagare questo affetto che per me è una grande esperienza. La Spal ha ‘special fans’ sul serio!".

Un difetto ce l’ha questa città?
"Io sono molto americano per l’aria condizionata, la voglio ovunque e sparata. In sede e in palestra non c’è, ma adesso la faccio subito installare… ".

Prima o poi la Spal avrà un calciatore americano?
"Per adesso ho portato il messicano Teun Wilke, reduce da una stagione in Olanda con l’Heerenveen. È una punta del 2002 e andrà con la Primavera. Poi mi piacerebbe, anche perché aiuterebbe a diffondere il marchio Spal negli Stati Uniti. Ma dovrà essere buono, uno che serva, magari il prossimo Mckennie".

Dopo la partnership col Real Madrid, quale sarà il prossimo progetto stupefacente?
"Un periodo di ritiro negli Stati Uniti la prossima estate, e non per l’aria condizionata, eh... Penso all’università di Harvard che ha impianti splendidi a dieci minuti da Boston, o in alternativa a una località del nord-est tra Connecticut e New Yersey. Ne approfitteremo anche per lanciare la Spal Academy negli Usa".

Ci sono altri soci da presentare entro la fine dell’anno?
"Un altro tra poche settimane, è già parte del gruppo ed è un amico mio".

E John Pavia?
"Lui è mio business consultant e avrà a sua volta una piccola quota".

Come riesce a continuare a fare l’avvocato venendo quindici giorni al mese in Italia?
"Facile: non dormendo. Ogni notte ho videoconferenze intercontinentali, perché negli States è giorno. In media dormo tre ore a notte. Non scherzo. Da 11 anni…".

E come fa?
"La palestra è il mio rimedio. Molti pensano che sia per i muscoli, invece per me è la salute del mio cervello. Senza questa disciplina che mi sono dato, un’ora al giorno ogni cinque giorni, crollerei".

È superstizioso?
"Per nulla. Il 13 è il mio numero preferito. Comprare la Spal di venerdì 13 mi ha fatto un baffo".

Cosa legge?
"Di tutto. Psicologia, libri sulla musica classica perché mi piace molto, Mozart soprattutto. Storie criminali vere. Adesso anche la storia di Ferrara".

Che libro porterebbe sull’isola deserta?
"Il buio oltre la siepe di Harper Lee".

E quale disco?
"Sgt. Pepper dei Beatles. Ma a pari merito, e qui so di stupire, il disco di Zucchero del 1996. Deve essere l’italiano che è in me…".