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12 apr 2022

"Nessuna censura a Čajkovskij, abbiamo tutelato i ballerini ucraini"

L’intervista al direttore artistico dell’Abbado, Corvino dopo le polemiche sull’annullamento dello spettacolo a Ferrara. "Erano stati minacciati di essere incarcerati per alto tradimento. Non condividiamo la linea di Zelens’kyj"

12 apr 2022
federico dibisceglie
Spettacoli
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I ballerini ucraini
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I ballerini ucraini

Ferrara, 12 aprile 2022 - Pusillanimità, vigliaccheria. Hanno detto e scritto le peggio cose sul teatro Comunale che, per "preservare l’incolumità degli artisti ucraini" ha bloccato, sabato sera, l’esecuzione del balletto di ČajkovskijIl lago dei cigni’, virando su Chiopin. Il popolo del web e dei social, come spesso accade, ha dato il peggio di se, restituendo la certezza che spesso, nelle pieghe della solidarietà pelosa, si allunga l’ombra del fanatismo.

"Noi abbiamo partecipato a una gara di solidarietà, garantendo il lavoro e l’incolumità degli artisti dell’Ukrainian Classical Ballet". A fare chiarezza sull’accaduto è il direttore artistico dell’Abbado, Marcello Corvino che sgombera il campo da dubbi ed equivoci, chiarendo in premessa che la decisione del governo ucraino di sospendere gli spettacoli di autori russi è "irricevibile".

Direttore, sicuramente la decisione di aver bloccato lo spettacolo di Čajkovskij è stata mal interpretata. Che idea si è fatto?

"Le accuse che ci sono arrivate sono irricevibili e gravissime. Tanto più perché arrivano in un momento nel quale c’è bisogno di tutto, tranne che di polemiche sterili. Detto questo, ho premesso fin da principio che la direzione assunta dal governo guidato da Zelens’ky è assurda, oserei dire una porcheria. Ma, per salvaguardare gli artisti, abbiamo dovuto virare su altro. Da parte nostra, non c’è stata alcuna censura".

Che cosa avrebbero rischiato i ballerini, qualora lo spettacolo si fosse tenuto regolarmente?

"I ballerini sono stati chiamati dai direttori dei singoli teatri di appartenenza. Sono stati minacciati pesantemente: avrebbero rischiato fino a quindici anni di carcere con l’accusa di alto tradimento".

Una follia.

"Ma certo che è una follia. Ma ancor più incredibile è che, a fronte di questo, alcuni ci abbiano criticato pesantemente. Tanto più che, ad esempio, la solista del balletto è scappata dalle bombe di Kiev dopo essere stata quindici giorni in uno scantinato. Il direttore aveva la casa a Bucha. Ora, di quella casa, è rimasta solamente la polvere".

Al di là delle critiche, Ferrara come ha risposto in termini di pubblico?

"Ferrara e i ferraresi sono semplicemente straordinari. Oltre duemila persone, se consideriamo che anche Alice in Wonderland il prossimo 5 maggio sarà sold out. Questa città ha risposto davvero in modo encomiabile e si è dimostrata molto accogliente. Noi, per quello che possiamo, abbiamo fatto la nostra parte".

Ospitando gli artisti.

"Sì ma non è solamente il fatto di ospitare gli artisti ucraini. A queste persone, con gli spettacoli calendarizzati al Comunale, stiamo garantendo la sopravvivenza, il diritto al lavoro. Questa, per noi, è la vera priorità. Va detto, comunque, che i ballerini dell’Ukrainian Ballet sono artisticamente straordinari".

Che cosa resta, a un’istituzione come l’Abbado, di questa esperienza?

"È un’esperienza straordinaria. L’Abbado potrà rivendicare con orgoglio di essere stato dalla parte giusta. Ossia quella degli artisti e dell’arte, che è veicolo di dialogo. Un viatico di cultura, funzionale alla costruzione di ponti, non alle divisioni e agli scontri. Il teatro e l’arte devono unire. Ed è per questo che reputo inaudita la decisione del governo ucraino, pur cercando di comprendere la posizione di persone che si trovano sotto i bombardamenti".

Rimane il problema degli autori russi.

"Non c’è alcun problema con gli autori russi. Non c’entrano nulla Čajkovskij, Dostoevskij e Prokof’ev con il governo di Purtin. La loro arte, la cultura che hanno prodotto, sono un patrimonio universale. Un fondamento, peraltro, di buona parte dell’architettura del pensiero occidentale. Putin, invece, spero che sia presto patrimonio di un tribunale che lo possa giudicare per le atrocità che sta commettendo. Dirò di più: a gennaio, porteremo in scena il ’Lago dei Cigni’".

 

 

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