Il regista israeliano Amos Gitai all’interno della Sinagoga di via Mazzini (foto Marco Caselli Nirmal)

Ferrara, 19 aprile 2018 - In una Ferrara illuminata dal sole, il regista Amos Gitai ha visitato palazzi, strade e sinagoga, in cerca di ispirazione per il suo nuovo film. Dopo l’annuncio dato ieri nel corso dell’incontro al Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah, il cineasta israeliano ha dedicato la mattinata ai sopralluoghi, per individuare i luoghi in cui ha vissuto Dona Gracia Nasì, l’influente donna d’affari che nel Cinquecento, giunta a Ferrara dal Portogallo, seppe favorire l’arrivo di suoi conterranei ebrei sefarditi, e rendersi protagonista della vita sociale e culturale dell’epoca.

Ecco allora Amos Gitai percorrere le strade del Ghetto, incontrare in sinagoga il presidente della Comunità Ebraica Andrea Pesaro, e poi ammirare – scattando anche numerose fotografie che gli serviranno per lo storyboard – alcuni dei palazzi che sicuramente Gracia Nasì conobbe e frequentò, nella sua intensa stagione a Ferrara. Dal palazzo Lodovico il Moro, sede oggi del Museo Archeologico, alla palazzina Marfisa, senza dimenticare le atmosfere del ghetto, con una tappa speciale davanti all’antica sinagoga spagnola, e alla scuola ebraica.

«Sono venuto a Ferrara per riempire gli occhi e la mente di suggestioni», il commento del regista che in città ha presentato anche il suo ultimo film ‘Tsili’. Ma che oggi, grazie alla collaborazione con il produttore Carlo Cresta-Dini, vuole tornare nella città estense per ambientarvi il set. Protagonista del film sarà un’attrice carismatica, la francese Isabelle Huppert: un volto iconico per una donna «che nel Cinquecento seppe usare la propria determinazione e il coraggio per stabilire una casa per gli ebrei, vincendo l’antisemitismo e la discriminazione», afferma Gitai dando un arrivederci a Ferrara.