A sinistra Manuel Lazzari (foto Businesspress)
A sinistra Manuel Lazzari (foto Businesspress)

Ferrara, 19 settembre 2018 - «RIMANIAMO coi piedi per terra: siamo in un’ottima posizione di classifica ma è presto per volare. Il nostro obiettivo resta la salvezza. Poi siamo consapevoli di aver rafforzato la squadra, speriamo di tagliare il traguardo con meno patemi dell’anno scorso e toglierci qualche soddisfazione in più». Ai microfoni di Radio Sportiva, Simone Colombarini non si lascia prendere dall’entusiasmo, preferendo mantenere il basso profilo che lo contraddistingue nonostante un secondo posto in classifica che ha dell’incredibile.

«La nostra è una politica dei piccoli passi – spiega il patron –. Quest’anno eravamo sicuri di essere più attrezzati, però nove punti in quattro gare sono davvero tanti, soprattutto se abbinati a un gioco come questo. Borriello? Ognuno nel proprio cammino fa degli errori. Cerchiamo di metterli a frutto per non commetterli più: quest’anno con Petagna abbiamo fatto un investimento su un giocatore del 1995, che può essere importante per il futuro. Una scelta completamente diversa rispetto a quella dell’anno scorso con Borriello. Siamo tutti consapevoli che le cose non sono andate bene, né per noi né per Borriello, infatti ci siamo salvati senza di lui». Patron Colombarini si sbilancia un po’ di più quando parla del suo pupillo Manuel Lazzari, ormai nel giro della Nazionale. «È il giocatore simbolo della nostra ascesa – continua –, e la convocazione in Nazionale è il giusto premio. Quanto vale? Quest’anno non ci siamo posti neppure il problema. Volevamo confermarlo al 100% e non abbiamo ceduto. Ovvio che quando la carriera si spalanca e si parla di Nazionale è legittimo che Lazzari pensi a giocare in una squadra che gioca le coppe europee o lotti per lo scudetto. Ambizione legittima: vedremo cosa succederà in futuro. Se mi dicessero meno di 20 milioni farei fatica a dire sì, ma questo è un lavoro che faccio fare a Vagnati».