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19 mag 2022

Con Maiarelli una Fondazione a sostegno del Kleb

L’ingegnere sta creando un gruppo di imprenditori interessati ad aiutare D’Auria: "Auspico che siano in tanti, lo sapremo a fine mese"

19 mag 2022
Riccardo Maiarelli al lavoro per assicurare un futuro stabile al Kleb (Foto Bp)
Riccardo Maiarelli al lavoro per assicurare un futuro stabile al Kleb (Foto Bp)
Riccardo Maiarelli al lavoro per assicurare un futuro stabile al Kleb (Foto Bp)
Riccardo Maiarelli al lavoro per assicurare un futuro stabile al Kleb (Foto Bp)
Riccardo Maiarelli al lavoro per assicurare un futuro stabile al Kleb (Foto Bp)
Riccardo Maiarelli al lavoro per assicurare un futuro stabile al Kleb (Foto Bp)

di Mauro Paterlini

FERRARA

"Stiamo lavorando a un progetto che possa aiutare il basket di vertice a Ferrara, ma per adesso è prematuro parlarne e rilasciare dichiarazioni". Col suo ormai proverbiale riserbo e basso profilo, l’ingegner Riccardo Maiarelli conferma ciò che è in atto da mesi, ovvero il tentativo di riunire un gruppo di imprenditori ferraresi che abbiano a cuore lo sport cittadino, e soprattutto la palla a spicchi, aiutando il Kleb di Francesco D’Auria in un progetto di consolidamento in serie A2, allargandone la base ed aumentando il numero di attori coinvolti. Nessuna sorpresa, i dialoghi sono fitti e in atto da tempo, e lo stesso Maiarelli da mesi ha ripreso a venire con continuità al palasport.

La situazione, rispetto all’estate del 2015, quando sembrava sul punto di rilevare il Club di Fabio Bulgarelli, è radicalmente cambiata. Questa volta infatti non c’è un proprietario che vuole cedere la mano, ma semplicemente una richiesta di aiuto, per mantenere il Kleb ad alti livelli, come nelle ultime tre stagioni (compresa quella interrotta dal Covid), sempre a cavallo tra quarto e quinto posto.

E’ il progetto in cui si sono tuffati a capofitto Matteo Mazzoni e Roberto Benini, nel tentativo di aiutare D’Auria appunto, individuando in Maiarelli la figura di riferimento, il trait d’union in grado di riunire quello che potrebbe essere definito il "Club dei Cinquanta", ma che sarà tale solo se i numeri che vengono auspicati saranno rispettati.

Dovessero essere meno di cinquanta gli imprenditori che risponderanno all’appello, conterà ovviamente tanto la quota che si sarà in grado di raccogliere, e come riunire sotto lo stesso tetto questi facoltosi appassionati. L’idea è quella di una Fondazione, come è accaduto in altre parti d’Italia, soprattutto in serie A (la prima fu la Virtus di Sabatini nel 2012), che sarebbe guidata appunto dallo stesso Maiarelli, a garanzia della serietà delle intenzioni e della voglia di fare qualcosa che lasci davvero il segno, per un progetto almeno triennale.

"Auspico che tanti amici si ritrovino in questo progetto – le parole dell’ingegnere – a cui stiamo lavorando. E credo che a fine mese, al massimo agli inizi di giugno, tireremo le fila e si potrà dire qualcosa di più".

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