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9 apr 2022

"Ho una rosa valida, non andiamo rassegnati"

Spal, Venturato non recrimina sulle tante assenze: "Cinque match che devono darci la salvezza ricreando un clima positivo attorno a noi"

9 apr 2022
«Pur sapendo che la partita è tra le più difficili per noi, ce la giocheremo con l’atteggiamento di chi vuol fare qualcosa di significativo», spiega Venturato
«Pur sapendo che la partita è tra le più difficili per noi, ce la giocheremo con l’atteggiamento di chi vuol fare qualcosa di significativo», spiega Venturato
«Pur sapendo che la partita è tra le più difficili per noi, ce la giocheremo con l’atteggiamento di chi vuol fare qualcosa di significativo», spiega Venturato
«Pur sapendo che la partita è tra le più difficili per noi, ce la giocheremo con l’atteggiamento di chi vuol fare qualcosa di significativo», spiega Venturato
«Pur sapendo che la partita è tra le più difficili per noi, ce la giocheremo con l’atteggiamento di chi vuol fare qualcosa di significativo», spiega Venturato
«Pur sapendo che la partita è tra le più difficili per noi, ce la giocheremo con l’atteggiamento di chi vuol fare qualcosa di significativo», spiega Venturato

Spal più che incerottata, a Lecce, dove oltre ai soliti Rossi e Heidenreich, Roberto Venturato non avrà a disposizione Meccariello, Melchiorri e Thiam colpiti da un attacco febbrile, Dickmann squalificato e Viviani e Capradossi alle prese rispettivamente col dolore alla caviglia e un fastidio tendineo.

Sarete assolutamente rimaneggiati in difesa, dove vi rimangono solo Vicari e Peda centrali e Almici e Pabai a destra: come uscire imbattuti sul campo di un Lecce strapotente in attacco con Coda e Strefezza?

"Il Lecce è molto forte, è stato costruito per salire in serie A e ci attende in un ambiente entusiasta per la sua posizione in classifica. Ma noi non andiamo affatto rassegnati. La mia rosa è valida e anche se Dickmann, Capradossi e Meccariello per la difesa rimangono giocatori importanti, vogliamo andare a giocarcela col massimo rispetto, ma anche intenzionati a cercare un risultato. Ci porteremo Nador tra i convocati e le capacità per affrontare la partita le avremo anche così. Pur sapendo che la partita è tra le più difficili per il valore dell’avversario, ce la giocheremo con l’atteggiamento di chi vuol fare qualcosa di significativo".

Mancosu sta bene, almeno? Per i febbricitanti c’è di mezzo il Covid?

"No, è febbre ma non è Covid. Mancosu sta bene, può aver accusato qualche difficoltà alla seconda partita in tre giorni dopo un mese di assenza, e la partita col Cosenza è stata un po’ sofferta dopo il rigore mancato. Ma per voglia e temperamento rimane sempre tra i più positivi, e fisicamente è in crescita".

Quanto è preoccupato per non aver blindato la salvezza e perchè la Spal non ha saputo creare un clima positivo in chiave anche futura?

"Il clima positivo va costruito attraverso prestazioni e risultati. Noi tante gare non le abbiamo vinte pur facendo buone prove. Abbiamo altre cinque partite che ci devono dare la salvezza e aiutare a creare questo clima positivo. Non aver vinto gare che si meritava di vincere mi ha dato fastidio: il calcio a volte è fatto anche di queste difficoltà. Ma io ho sempre il solito entusiasmo e la stessa voglia di fare cose, e penso già a Lecce che oggi e la cosa più importante. Sappiamo di essere sfavoriti, rispettiamo l’avversario ma ce la giocheremo".

Vicari ed Esposito soffrono troppo non sentirsi abbastanza apprezzati?

"Sono due giocatori che vogliono bene alla Spal e ci tengono tanto a fare bene per città e pubblico. Questo attaccamento fa sì che a volte subiscano la situazione, ma sono persone che hanno voglia ed entusiasmo e cercano sempre di fare".

A freddo, cosa pensa del 2-2 col Cosenza?

"Ribadisco quel che dissi a caldo. Ora siamo oltre, c’è presa di coscienza di aver sbagliato alcune cose, e anche se tatticamente non siamo stati bravi, vedo alta la voglia di rifarsi".

Quanti punti pensa manchino alla Spal per salvarsi?

"Dipende anche dai risultati altrui. In palio rimangono 15 punti, che sono tanti: ci sono però scontri diretti e molti confronti con le prime. Difficile dire adesso, dipende da cosa prendiamo noi e da cosa fanno gli altri".

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