Gigi Di Biagio non cerca scuse. Il tecnico romano non ha smesso di credere nella salvezza, ma pretende dalla sua squadra più rabbia e attenzione. "Più che alla classifica e alle nostre concorrenti, dobbiamo pensare a vincere una partita per ripartire – afferma alla vigilia della gara con l’Udinese –. Sono amareggiato perché in allenamento vedo i ragazzi vivi e presenti, invece in campo siamo una squadra che sa quello che deve fare, ordinata, carina e che fa il compitino, ma regala...

Gigi Di Biagio non cerca scuse. Il tecnico romano non ha smesso di credere nella salvezza, ma pretende dalla sua squadra più rabbia e attenzione. "Più che alla classifica e alle nostre concorrenti, dobbiamo pensare a vincere una partita per ripartire – afferma alla vigilia della gara con l’Udinese –. Sono amareggiato perché in allenamento vedo i ragazzi vivi e presenti, invece in campo siamo una squadra che sa quello che deve fare, ordinata, carina e che fa il compitino, ma regala troppo agli avversari. Questo è quello che mi fa più male, ogni volta subiamo dei gol per nostri demeriti. Dobbiamo essere critici, a partire dal sottoscritto. Sono io l’allenatore, devo dare qualcosa in più, mentre i giocatori devono capire che hanno una responsabilità importante: si può perdere, ma non regalando tutti i gol. Continuo a pensare che si può fare meglio e credo ancora in una salvezza miracolosa".

Quali corde ha toccato per stimolare i giocatori?

"Ho cercato di convincerli che niente è perduto: bisogna lottare fino alla fine e giocare a calcio, altrimenti non si fa gol. Se avessero il 30% della mia rabbia capirebbero che si può fare ancora tanto".

Come si sta rapportando con la società?

"La sento vicina come un mese fa, a partire dal direttore. È normale che la dirigenza si aspetti qualcosa in più, ne sono consapevole".

In cosa è migliorata la Spal sotto la sua gestione?

"Bisogna distinguere tra prima e dopo la sospensione del campionato. Eravamo partiti benissimo, giocando due partite stupende con Lecce e Juventus e centrando una vittoria importante col Parma. Avevo la sensazione che fossimo sulla strada giusta per centrare l’obiettivo. Dopo il lungo stop abbiamo accusato le problematiche che hanno un po’ tutti, si gioca un altro sport. Non si schiera la migliore formazione, ma quella che sta meglio. Non cerco scuse, ma è così, poi è chiaro che ci manca qualcosa negli ultimi 30 metri e a livello di attenzione difensiva".

Di Francesco e Reca come stanno?

"Sono convocati, poi vedremo. Stanno stringendo i denti e lavorando tanto. ‘DiFra’ sicuramente non giocherà dall’inizio, anzi ho dei dubbi anche a partita in corso. Anche per Reca il discorso è simile: difficilmente lo vedremo titolare".

Vedremo un 4-4-1-1 con Castro alle spalle di Petagna? "Lucas si sta allenando bene: per caratteristiche e potenziale potrebbe darci quello che ci manca, probabilmente sarà della partita, in quale ruolo lo vedrete".

Stefano Manfredini