di Stefano Manfredini Sono passati nove anni dal trasferimento di Fabrizio Melara dalla Spal alla Reggina, due squadre che per motivi diversi hanno lasciato un segno indelebile nella sua carriera. Il centrocampista classe 1986 è reduce da un’amara retrocessione dalla serie B con la Juve Stabia, e ha deciso di avvicinarsi a casa ripartendo dalla D con la maglia dell’Atletico Terme Fiuggi. "In piena pandemia, avevo voglia di giocare vicino a casa e il Fiuggi mi ha proposto un progetto molto interessante a lungo termine – spiega –. Ho ancora tanta voglia di essere protagonista, anche se purtroppo sono incappato in un infortunio al ginocchio". Ha giocato in serie B fino alla scorsa stagione. Che idea si è fatto di questo...

di Stefano Manfredini

Sono passati nove anni dal trasferimento di Fabrizio Melara dalla Spal alla Reggina, due squadre che per motivi diversi hanno lasciato un segno indelebile nella sua carriera. Il centrocampista classe 1986 è reduce da un’amara retrocessione dalla serie B con la Juve Stabia, e ha deciso di avvicinarsi a casa ripartendo dalla D con la maglia dell’Atletico Terme Fiuggi. "In piena pandemia, avevo voglia di giocare vicino a casa e il Fiuggi mi ha proposto un progetto molto interessante a lungo termine – spiega –. Ho ancora tanta voglia di essere protagonista, anche se purtroppo sono incappato in un infortunio al ginocchio".

Ha giocato in serie B fino alla scorsa stagione. Che idea si è fatto di questo campionato?

"L’anno scorso il Covid-19 stravolse gli equilibri: alla Juve Stabia ci bastavano 10 punti nelle ultime nove giornate per salvarci, ma non ce l’abbiamo fatta. Quest’anno vedo ancora più equilibrio del solito: non c’è la squadra che ammazza il campionato e le big hanno un rendimento piuttosto altalenante".

Qual è il segreto per tagliare il traguardo di cadetteria a braccia alzate?

"Nella mia carriera ho disputato campionati di B di vertice e di sofferenza, e la ricetta vincente è sempre stata la continuità. I periodi di flessione sono una costante, ma le squadre devono riuscire a tenere duro, altrimenti si rischia di entrare in un vortice e non se ne viene fuori. Le zone playoff e playout spesso sono divise da una manciata di punti, quindi alla Spal consiglio di restare sul pezzo e non perdere contatto dal treno di formazioni che attualmente la precedono. Senza avere l’ansia da primi posti fino alle ultime giornate, quando può succedere qualunque cosa".

La seconda piazza non è troppo distante, ma la Spal è scivolata all’ottavo posto...

"Mi permetto di evidenziare che anche Lecce e Brescia non stanno brillando: evidentemente quando si scende dalla serie A con tante aspettative e un gruppo nuovo di zecca non sempre si riesce ad imboccare subito la retta via. Paradossalmente a volte la spuntano delle matricole-rivelazione come qualche anno fa la Spal di Semplici e il mio Benevento che avevano mantenuto ossatura e staff tecnico dell’anno precedente. I biancazzurri hanno cambiato molto e non hanno trovato la giusta alchimia, ma a lungo andare mi auguro che i valori della squadra di Marino emergeranno".

La Reggina è una neopromossa, ma aveva cominciato il campionato con grosse ambizioni...

"Verissimo, ha rivoluzionato la squadra, e piazzando colpacci del calibro di Menez sul mercato sembrava potesse ambire a qualcosa di importante. Evidentemente non è riuscita a trovare la quadratura, almeno fino all’arrivo di mister Baroni che ha ridato un certo equilibrio agli amaranto. È un allenatore che ho avuto al Benevento: tra noi non ci fu un rapporto eccezionale, ma devo ammettere che è molto bravo nella scelta dei giocatori da mandare in campo, anche attraverso decisioni impopolari".

Come finirà al Mazza?

"La Spal è superiore, ma per i biancazzurri è una gara insidiosa. È evidente però che per restare aggrappata al treno promozione e invertire il trend, la squadra di Marino deve vincere: le potenzialità per un campionato di vertice ci sono, ma bisogna darsi una mossa".

Cosa manca alla Spal per compiere il definitivo salto di qualità?

"Un grande bomber. Tornando con la memoria alla stagione 2016-17, le tre squadre promosse piazzarono i rispettivi attaccanti sul podio della classifica marcatori: Pazzini del Verona, Ceravolo del Benevento e Antenucci della Spal. Paloschi è una bella punta, ma personalmente avrei fatto di tutto per arrivare a gente come Diaw o il mio amico Forte".