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15 apr 2022

"Spal favorita, il Crotone ha poche chances"

Francesco Rossi è stato difensore con i biancazzurri tra il 2000 e il 2002, ma in Calabria ha vissuto le tappe cruciali della sua carriera

Francesco Rossi continua a seguire con passione le sue ex squadre (Foto Bp)
Francesco Rossi continua a seguire con passione le sue ex squadre (Foto Bp)
Francesco Rossi continua a seguire con passione le sue ex squadre (Foto Bp)

CALCIO

Dal suo locale davanti al Tribunale di Milano, Francesco Rossi continua a seguire con passione le sue ex squadre. Innanzitutto il Crotone, il club che più gli è rimasto nel cuore. Ma l’ex difensore ricorda con piacere anche le stagioni a Ferrara, dove ha indossato la maglia della Spal tra il 2000 e il 2002. "Crotone è stata la tappa più importante della mia carriera – spiega –. Arrivai in Calabria proprio da Ferrara, e in quegli anni non ci voleva andare nessuno. Non c’era nemmeno un centro commerciale: Crotone era una città con poche risorse e opportunità lavorative ridotte ai minimi termini, non esattamente attraente per chi arriva da fuori. Invece, per un giocatore la considero ideale: poche distrazioni, un mare bellissimo e gente che vive di calcio".

Qual è stato il segreto del Crotone negli anni d’oro?

"La gestione della famiglia Vrenna e soprattutto le intuizioni del direttore sportivo Ursino. La società era riuscita ad allacciare una collaborazione virtuosa con la Juventus, che permise di portare sulla panchina un certo Gasperini. E poi giocatori del calibro di Mirante, Gastaldello, Konko e Paro, oltre ai vari Jeda, Pellè e Juric. Furono anni fantastici: i primi tre con ‘Gasp’, con la promozione in cadetteria, sono quelli a cui sono più legato"

A Ferrara furono stagioni meno esaltanti, giusto?

"Purtroppo sì, fallimmo l’obiettivo playoff in serie C1 nonostante in organico avessimo gente come Pierobon, Carrus, Temelin e Cancellato. Un vero peccato, perché alla Spal c’era tutto per fare bene, con un presidente come Donigaglia che trattava la squadra come una famiglia. Rimasi impressionato dalla bellezza della città e dai tifosi, che a differenza di quanto accade al Sud lasciano i giocatori molto tranquilli. La persona a cui sono rimasto più affezionato però è Bubu Mantovani, un professionista eccezionale"

A Pasquetta le sue ex squadre si affronteranno al Mazza, come finirà?

"Non mi sbilancio, ma gli indizi portano a pensare che la spunterà la Spal. Tra l’altro, è una partita che conta di più per la squadra di Venturato, perché purtroppo il Crotone ormai ha pochissime possibilità di risalire. Penso invece che i biancazzurri si salveranno senza problemi, forse assieme all’Alessandria. Non vedo bene il Vicenza: quando si cambia allenatore a poche giornate dalla fine non è un bel segnale".

Il Crotone l’anno scorso era in serie A, cos’è accaduto?

"Tantissimi problemi, che hanno coinvolto i portieri e altri giocatori. Ci sono stati dei dissapori anche con mister Modesto, e in città c’è molto malcontento. Tra l’altro, anche quando ha giocato bene, la squadra ha lasciato tanti punti per strada in maniera incredibile: tanti segnali negativi che lasciano poche speranze".

Si aspettava che la Spal soffrisse così tanto?

"Francamente no, perché ha buonissimi giocatori e un ottimo allenatore. Diciamo che è stata una stagione di assestamento dopo il cambio di proprietà. Ci si aspettava un rendimento diverso, ma alla fine l’importante è riuscire a conservare la categoria. Sono convinto che Tacopina abbia in mente un progetto serio e ambizioso, ma per tornare al piano superiore serve tempo".

Stefano Manfredini

© Riproduzione riservata

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