Seck e compagni. pronti. a tornare a casa dal Tombolato con tre punti fondamentali (Foto Business Press)
Seck e compagni. pronti. a tornare a casa dal Tombolato con tre punti fondamentali (Foto Business Press)
Quattro mesi e mezzo fa il Cittadella andò ad un passo dalla promozione in serie A. Un sogno sfumato nella finale playoff contro il Venezia, che fa il paio con la grande illusione della stagione 2018-19 quando i granata furono rimontati dall’Hellas Verona dopo il successo nel match di andata. Il timoniere di quelle squadre era Roberto Venturato, capace di riportare il Cittadella in cadetteria al primo colpo e poi di mantenerlo stabilmente in zona playoff. Nonostante un budget tra i più bassi della categoria e una piazza non esattamente tra le più ambiziose. Merito del tecnico, ma anche e soprattutto della società granata, il cui...

Quattro mesi e mezzo fa il Cittadella andò ad un passo dalla promozione in serie A. Un sogno sfumato nella finale playoff contro il Venezia, che fa il paio con la grande illusione della stagione 2018-19 quando i granata furono rimontati dall’Hellas Verona dopo il successo nel match di andata. Il timoniere di quelle squadre era Roberto Venturato, capace di riportare il Cittadella in cadetteria al primo colpo e poi di mantenerlo stabilmente in zona playoff.

Nonostante un budget tra i più bassi della categoria e una piazza non esattamente tra le più ambiziose. Merito del tecnico, ma anche e soprattutto della società granata, il cui progetto prosegue a gonfie vele anche dopo l’addio dell’allenatore di Atherton. Per fare fronte ad una separazione così dolorosa, il club ha deciso di pescare in casa.

Affidando la panchina ad Edoardo Gorini, uno che il Cittadella lo conosce come le proprie tasche. Stiamo parlando di un professionista che lavora coi granata da addirittura 14 anni, prima nei panni di calciatore (dal 2007 al 2013), poi come collaboratore tecnico e vice dei tecnici Foscarini e Venturato (dal 2013 al 2021) e ora come capo allenatore.

Una scelta che non poteva essere più all’insegna della continuità, tanto che mister Gorini ha confermato pure diversi giocatori della scorsa stagione e il modulo che da anni contraddistingue il Cittadella. Il 4-3-1-2, che il nuovo allenatore alterna al 4-3-2-1, una sorta di albero di Natale che esalta le caratteristiche delle punte a propria disposizione.

E i risultati finora gli stanno dando ragione: 12 punti in sette giornate e sesto posto in classifica. Osservando la formazione titolare, balza agli occhi che portiere (Kastrati), difensori (Cassandro, Adorni, Frare e Benedetti, ma anche le alternative Perticone e Donnarumma) e buona parte dei centrocampisti (Vita, Pavan e Branca) giocavano a Cittadella un anno fa. In linea mediana si è ritirato capitan Iori, una bandiera che ha lasciato la propria eredità al 22enne Danzi.

Sulla trequarti è stato confermato Baldini, autore della tripletta che nella semifinale di andata dei playoff della scorsa stagione schiantò il Monza.

Può giocare tra le linee oppure seconda punta, esattamente come Antonucci, talento classe 1999 cresciuto nella Roma e determinato a compiere il definitivo salto di qualità.

È proprio sul fronte offensivo che il Cittadella ha apportato le modifiche più significative rispetto al passato, perché oltre ad Antonucci sono arrivati due attaccanti che non stanno deludendo le aspettative.

Tounkara è una punta senegalese che nelle stagioni precedenti si era messa in luce in serie C nella Viterbese e sta dimostrando di valere la categoria, ma chi sta davvero facendo la differenza è Okwonkwo.

Il 23enne nigeriano di proprietà del Bologna ha già messo a segno un gol in Coppa Italia e cinque in campionato, andando peraltro sempre a segno nelle ultime quattro giornate.

È lui il gioiello più prezioso di un Cittadella che anche con mister Gorini (squalificato per un turno, come il collega spallino Clotet) non ha alcuna intenzione di schiodarsi dalla zona dei playoff e giocarsi la stagione in ogni giornata, fino all’ultimo, così da non avere nessuna recriminazione..

Stefano Manfredini