Massimo Tarantino, si è capito, sarà il vero braccio destro di Joe Tacopina nell’area tecnica della Spal. Il broker americano ama circondarsi di uomini di fiducia, e se Dante Scibilia è il suo esperto in amministrazione, e Gianluca Cambareri la sua “sponda” in punta di diritto, Tarantino lo è per conoscenze calcistiche. Di lui Tacopina dice: "E’ il perfetto esempio di direttore sportivo moderno, come lo hanno definito persone che lo conoscono anche meglio di me. Va a caccia di giocatori con grandissima cura e per un club di dimensioni non grandi una figura di questo genere è fondamentale". "Cosa posso dire – afferma l’interessato – ? Posso solo ringraziare per la stima, non so se merito una simile introduzione". Tarantino, per non girarci troppo attorno: la Spal ha...

Massimo Tarantino, si è capito, sarà il vero braccio destro di Joe Tacopina nell’area tecnica della Spal. Il broker americano ama circondarsi di uomini di fiducia, e se Dante Scibilia è il suo esperto in amministrazione, e Gianluca Cambareri la sua “sponda” in punta di diritto, Tarantino lo è per conoscenze calcistiche. Di lui Tacopina dice: "E’ il perfetto esempio di direttore sportivo moderno, come lo hanno definito persone che lo conoscono anche meglio di me. Va a caccia di giocatori con grandissima cura e per un club di dimensioni non grandi una figura di questo genere è fondamentale".

"Cosa posso dire – afferma l’interessato – ? Posso solo ringraziare per la stima, non so se merito una simile introduzione".

Tarantino, per non girarci troppo attorno: la Spal ha già un direttore sportivo che ha fatto e sta facendo bene. Che accadrà ora?

"Questo va chiesto a Tacopina. La Spal oggi ha un solo direttore sportivo: Giorgio Zamuner. Io sto solo dando una mano a Joe dall’esterno, nel suo ingresso in Spal. Abbiamo un buon rapporto e ci stimiamo. Ma rimango una figura di supporto. Nel caso, dirà lui se ha in mente altro per me. E in ogni caso per crescere un club richiede tantissimo lavoro, che a sua volta richiede aree tecniche con più persone, e la Spal è già avanti perchè ha in sé grandi professionalità".

Dove è nata questa amicizia?

"Alla Roma, ovviamente. Io dopo esperienze a Pavia e nel vivaio del Bologna l’ho conosciuto lì, Joe. In giallorosso sono stato per 7 anni, in un progetto giovanile in stile Barca, con tutte le squadre che giocano allo stesso modo. Ma poi non l’ho seguito né a Bologna né a Venezia, ci siamo al più sentiti per qualche parere. Ora capita che io da ottobre sia libero mentre lui compra una società e si vedrà cosa può succedere".

Con chi ha lavorato a Roma?

"Sabatini, Massara, Monchi: ho avuto la fortuna di grandi direttori sportivi. Con loro ho imparato l’importanza di incrociare esperienza di campo e dati analitici. Attenzione: nessuno dei due aspetti ti dice tutto. Devi accostare la visione diretta di un calciatore e i dati che ti danno tendenze, ma non verità assolute. Sono uno che nasce dal campo, comunque".

Qualche giovane lanciato da Tarantino?

"Tra i più recenti, Frattesi, Machin, Cellar. L’ultimo è il 2001 Darboe".

Che ha fatto da quando ha lasciato la Roma?

"Una full immersion di studio, ho visto tante partite di B, C e settore giovanile. Meno ho lavorato su mercati e campionati esteri, di recente: ho pensato che per le mie possibilità fosse più utile concentrarsi bene in campo nazionale".

Tacopina dice che il settore giovanile della Spal è nella Top 5 italiana. E’ d’accordo?

"Diciamo che è… sesto. Atalanta, Juve, Milan, Inter e Roma al momento sono lontani da tutti. Ma la Spal è subito dopo, quasi al livello di club storici per il lavoro sui giovani quali Torino e Fiorentina, e per una società di B è tanta roba. Sotto il profilo organizzativo ha una struttura di livello importante. Sul piano tecnico ho conosciuto bene solo la Primavera".

Che ne pensa?

"Hanno fatto un bel lavoro, con investimenti ma anche con idee. Società davvero bravissima. So che Joe intende dare seguito forte a questo sviluppo".

Che pensa di Seck?

"Potenzialità enormi. Mi piace moltissimo e sono felice che sia rimasto alla Spal. Potrà essere un protagonista in prima squadra e bene ha fatto la proprietà a non cederlo".

Conosce Clotet?

"Ho apprezzato molto il suo lavoro al Brescia, ma prima non ne sapevo molto. Ha dato una svolta caratteriale e di gioco a quella squadra con concetti moderni quale l’occupazione della metà campo avversaria con tanti uomini. Il calcio evolve in quella direzione".

Alla fin fine, dopo il 9 agosto Tacopina che Spal farà, da quel che le racconta?

"Sono sicuro che si presenterà con una squadra completa e competitiva e farà bene. La Spal sarà all’altezza e i tifosi non si debbono preoccupare".

Mauro Malaguti