Valli, Pasquali, Marini e Nicosanti
Valli, Pasquali, Marini e Nicosanti

Forlì, 5 giugno 2018 - L’Unieuro ha dato questa sera il benvenuto a Pierpaolo Marini - ala piccola ex Jesi - che andrà a sostituire Giovanni Severini nell’annata cestistica 2018/2019. «Pierpaolo è uno dei giovani più forti del campionato. Noi avevamo bisogno di un punto tecnico da cui partire, siamo felici che abbia accettato e che quel punto possa essere lui» spiega il general manager Renato Pasquali.

«È stato la nostra prima scelta fin da quando abbiamo iniziato a pensare alla nuova squadra - aggiunge il patron Unieuro Giancarlo Nicosanti - e sarà uno dei punti più importanti su cui costruire la nuova formazione. Credo che per lui possano parlare i numeri e il fatto che abbia scelto di venire a Forlì e non in altre piazze che si erano candidate, la dice lunga sul percorso che la nostra società sta facendo».

Classe 1993 e originario di Atri, Marini è infatti una delle maggiori promesse del basket italiano: ottimo tiratore, nell’ultimo anno la giovane ala ha collezionato una media di 14.4 punti e 6.5 rimbalzi a partita, con percentuali sopra il 40% nel tiro da due. A coronamento di ciò può inoltre vantare una convocazione nella Nazionale Sperimentale, nel 2015/2016. Saranno stati proprio questi numeri a valergli la ‘corte’ di squadre blasonate come la Fortitudo Bologna: «Ho deciso di accettare la proposta dell’Unieuro perché coach Valli e Renato Pasquali mi hanno dato subito fiducia e perché mi piace il progetto che la società mi ha proposto - racconta infatti Pierpaolo Marini -. Sono felice di poter giocare in una piazza calda e storica come questa, perché è in queste situazioni che mi accento».

Insomma, la stagione della Pallacanestro 2.015 sembra partire sotto la giusta stella: «Ci stiamo muovendo con coerenza rispetto allo scorso anno - aggiunge in conclusione l’allenatore Giorgio Valli -, chiamando ragazzi giovani che però hanno già una certa esperienza a questo livello. Pierpaolo sa già fare molte cose, deve imparare a gestire meglio il pallone, ma ho già parlato con lui e definito dove dovremo lavorare».