Un momento del festival
Un momento del festival

Nespoli (Forlì), 5 setembre 2020 - Il mosto non è solo succo d'uva in attesa di diventare vino: è anche "il succo delle storie", al ”Poderi dal Nespoli 1929”, a Nespoli. Nell'azienda vinicola un grande spazio fra vigneti dalla lunga storia ospita, ieri e oggi, il Festival di Narrazione "Mosto, il succo delle storie", tema di quest’anno il Moto Perpetuo ( festivalmosto.com), con la direzione artistica dell’autore Matteo Caccia. Ieri sera il filosofo Umberto Galimberti ha disquisito, in maniera anche ironica, dell'amore, e lo scrittore Sandro Veronesi (autore de "Il colibrì ", vincitore del premio Strega) ha spiegato i meccanismi narrativi che sono alla base della sua scrittura. Oggi alle 18 è la volta di Ketty Magni con il suo romanzo dedicato a Pellegrino Artusi, alle 20,30 della pièce teatrale di Mariangela Gualtieri, e dalle 22 tratteranno "del flusso discontinuo e inarrestabile del digitale" Lorenzo Pregliasco, Daniela Collu, Matteo Bordone e Imen Boulahrajane.

"Mosto" è un evento che si ripete da quattro anni in questa azienda (con agriturismo, wine shop, ristorante, possibilità di fare degustazioni) dove nella grande cantina ora si è alle prese con la pressatura dell'uva appena raccolta e, appunto, con il mosto. "Abbiamo chiamato "mosto" questo evento perché come il mosto non è succo d'uva e neppure vino, ma è qualcosa di buono in trasformazione, cosi in ambito narrativo il racconto rappresenta un momento di transizione per l’uomo, che ne esce arricchito e trasformato rispetto a ciò che era prima” spiega l'ideatore della manifestazione Marco Martini, Presidente di “Poderi dal Nespoli 1929” e Ceo di Mondodelvino Spa, la holding di un gruppo di cantine che producono vini di elevata qualità, con grande attenzione al territorio.

Un territorio che in questo caso, vicinissimo al mare della Romagna e in prossimità della Toscana e del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, sembra fatto apposta per chi cerca relax tra cultura, natura ed esperienze enogastronomiche. La cantina Poderi dal Nespoli gestisce 180 ettari di vigneto sulle colline forlivesi della vallata del Bidente, da Meldola a Civitella di Romagna, e produce un milione e mezzo di bottiglie fra bianchi, rossi e rosati. Se il Sangiovese la fa da padrone, non mancano le bollicine dello Chardonnay, né la riscoperta di un vino tipicamente romagnolo e poco noto altrove, il Pagadebit. “Poderi dal Nespoli 1929” significa che è da quell’anno che la famiglia Ravaioli qui produce vino. “Ora siamo alla quarta generazione” spiega Fabio Ravaioli, socio dell’azienda di famiglia, e racconta di quando nel 1920 Attilio Ravaioli aprì un’osteria, con tanto di balera, che divenne famosa per il sangiovese, tanto che nel 1929 iniziò i lavori per una nuova cantina. Da allora la famiglia Ravaioli si dedica al nettare degli dei, e nel 2010 avvenne la partnership con il gruppo Mondodelvino. Oggi “Mosto- il succo delle storie” riposta in certo qual modo a quella convivialità che fece la fortuna dell’antica Osteria: un momento fra cultura e convivialità.

Tutti gli eventi del festival sono a ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Si svolgono in un parco della cantina Poderi dal Nespoli, ci sono 400 posti ben distanziati per le normative anti covid-19, d’obbligo la mascherina. Si possono gustare piatti freddi o caldi e, naturalmente, vini.