Frasca/MOSTRA STEVE MC CURRY
Frasca/MOSTRA STEVE MC CURRY

Forlì, 30 luglio 2016 -  ERA il 1816 quando la contessa Veronica Zauli Naldi Guarini commissionò una statua al celebre scultore Antonio Canova per decorare il palazzo di famiglia in corso Garibaldi. Quella statua era l’Ebe e sarebbe diventata celebre in tutto il mondo come uno dei gioielli del Neoclassicismo. I Musei San Domenico, dove è custodita oggi l’opera d’arte, per celebrarne il bicentenario ospiteranno una grande mostra con protagonista l’Ebe e l’arte violata durante la Grande Guerra.

L’esposizione, sponsorizzata da Vem Sistemi, azienda forlivese leader nel settore dell’Information and communication tecnology che celebra così il trentennale di attività, aprirà al pubblico dall’8 ottobre all’8 gennaio. Per il momento si sa che la mostra, promossa dal Comune di Forlì in collaborazione col Museo gipsoteca Canova di Possagno, paese natale dello scultore in provincia di Treviso, Fondazione Canova e Provincia di Treviso, sarà allestita al primo piano dei Musei San Domenico nelle sale attorno a quella dove si trova l’Ebe.

FULCRO dell’esposizione sarà una selezione degli originali in gesso del museo Canova, oltre agli scatti di Stefano e Siro Serafin delle statue del Canova mutilate durante la Grande Guerra e, in particolare, dello scempio effettuato sul gesso preparatorio dell’Ebe. «La mostra – spiega Cristina Ambrosini, dirigente del Servizio Cultura e Musei del Comune di Forlì – vuole essere un’occasione per riflettere intorno all’eterno dualismo fra crudele follia umana che distrugge e fulgida creatività che sa ricostruire anche con l’ausilio delle tecnologie le parti perdute di una statua, di un complesso monumentale, di una città. Il rilievo di recente realizzato sull’Ebe di Forlì, infatti, ha permesso di ricavare i dati matematici utilizzati per la produzione in stampa 3D della parte superiore della statua, pesantemente danneggiata e mancante nell’originale in gesso di Possagno colpito dalle granate nel 1917, consentendo una riproposizione virtuale di qualità della statua intera, altrimenti perduta per sempre».

MA NON è finita perché Vem Sistemi, oltre a sostenere la mostra in programma il prossimo autunno, come spiega l’amministratore delegato Stefano Bossi è stata protagonista, insieme al Comune, di «un progetto di digitalizzazione del patrimonio culturale che ha dotato la Chiesa di San Giacomo, il refettorio e il chiostro nel complesso dei Musei di San Domenico di una rete wi-fi in grado di sostenere la connessione di svariate centinaia di visitatori». Un plauso da Elisa Giovannetti, assessora alla Cultura del Comune di Forlì: «Questo è un buon esempio da cui partire per fare sistema e per sperimentare come tecnologia, arte e cultura siano le fondamenta per un futuro connesso e condiviso al servizio dei cittadini».