di Sofia Nardi Si scalda l’atmosfera del grande festival del videoclip Imaginaction che dopo l’apertura di ieri si terrà anche nelle serate di oggi e di domani all’aeroporto di Forlì, nella forma di un gigantesco drive-in capace di ospitare cinquecento auto. Sul palco, ospiti italiani e internazionali per una grandissima festa che sfida, ma rispetta, i limiti imposti dal Covid. Tra i cantanti e musicisti in programma per stasera c’è anche il promettente vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo: Leo Gassmann (nella foto). Impossibile confondere un cognome di questa portata: Leo è nipote di Vittorio Gassmann e figlio di...

di Sofia Nardi

Si scalda l’atmosfera del grande festival del videoclip Imaginaction che dopo l’apertura di ieri si terrà anche nelle serate di oggi e di domani all’aeroporto di Forlì, nella forma di un gigantesco drive-in capace di ospitare cinquecento auto. Sul palco, ospiti italiani e internazionali per una grandissima festa che sfida, ma rispetta, i limiti imposti dal Covid. Tra i cantanti e musicisti in programma per stasera c’è anche il promettente vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo: Leo Gassmann (nella foto). Impossibile confondere un cognome di questa portata: Leo è nipote di Vittorio Gassmann e figlio di Alessandro.

Leo Gassmann, la sua vittoria a Sanremo ha preceduto solo di un paio di settimane il lockdown. Come ha vissuto questo successo così anomalo?

"È stata un’esperienza strana, ma che mi ha insegnato tanto: mi sono trovato a dover aspettare e ho come congelato la grande voglia che provavo di fare belle cose con la mia musica".

Ha vissuto momenti di tensione?

"No. Penso che la cosa più importante di tutte sia la salute: la nostra e quella dei nostri cari. In questi casi è inutile pensare ai concerti saltati. Mi sono subito detto che ho tutta la vita davanti per fare musica".

Ha utilizzato i social per continuare a farsi sentire anche durante lo stop?

"Sì. Forse una delle cose che abbiamo imparato durante la quarantena è proprio che, in fondo, si può fare musica anche in una piccola stanza: può bastare davvero poco".

Tutto l’universo del mondo della musica, però, vive una forte crisi: lo stesso incasso del festival Imaginaction sarà in parte devoluto per sostenere il settore.

"Sì, per questo ora è importante far ripartire tutto: per le tante persone che vivono di musica, ovvero i tecnici, i produttori, i discografici… Senza contare i tanti artisti emergenti che ogni giorno faticano a emergere".

Quella di Forlì è una tra le prime iniziative live?

"A Forlì c’è il palco più grande dopo la ripresa. Già dai primi di agosto, però, ho cominciato a fare concerti con la mia band ed è stato bellissimo. Non avevamo mai potuto suonare prima e l’attesa non ha fatto che rendere ancora più bello quel momento".

Come sono cambiati i concerti in epoca di distanziamento interpersonale?

"Le persone stanno sedute, non possono ballare e intrattenere diventa più difficile. Io, però, penso che sia comunque meglio di niente: sono felice di essere tornato a portare gioia alle persone grazie alla musica".

Che programma ha per il palco di Forlì?

"Porterò alcuni brani dell’album uscito a febbraio e parleremo anche della realizzazione dei videoclip collegati ai pezzi".

Qual è il suo rapporto con il videoclip? Segue la realizzazione?

"Di solito io mi concentro più sulla musica e lascio il lavoro ai professionisti, ma il video è molto importante già dai tempi di David Bowie: anche l’immagine è arte".

Quali sono i suoi impegni musicali attualmente?

"Ora sono molto concentrato sul tour che proseguirà fino alla fine di settembre e parallelamente sto scrivendo il mio secondo album, che uscirà il prossimo anno. Ci sono altri progetti in cantiere, ma per quelli attendo ancora conferme. Intanto mi godo la gioia di essere tornato davanti a un pubblico: un’emozione indescrivibile".