Una foto di Eve Arnold del 1950  (© Eve Arnold/Magnum Photos)
Una foto di Eve Arnold del 1950 (© Eve Arnold/Magnum Photos)

Forlì, 30 luglio 2020 - Dalla sfilata ad Harlem negli anni ’50, quando la moda era essenzialmente un fatto per bianchi, nel servizio di Eve Arnold – prima fotografa donna dell’agenzia Magnum Photos – alla posa leggendaria di Lee Miller , nuda nella vasca da bagno di Hitler, al numero 16 di Prinzregentenplatz, con gli scarponi ai piedi del lavatoio.

Sono solo alcuni dei celebri scatti che si potranno ammirare a Forlì, dal 28 novembre al 20 febbraio 2021, nella collettiva allestita ai musei San Domenico dal titolo Essere umane a cura di Walter Guadagnini, ideata e coordinata da Monica Fantini e Fabio Lazzari. Una mostra di ‘sguardi femminili’ "che vuole raccontare la condizione umana a confronto con alcuni snodi fondamentali degli ultimi cent’anni", spiega Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che promuove le grandi mostre fotografiche, a partire dalla fortunata Icons and Women di McCurry.
 

E ancora, saranno in mostra a Forlì la serie di maschere di Steinberg immortalate dall’austriaca Inge Morath , anche lei tra le prime fotogiornaliste donne della Magnum; gli iconici volti dei contadini durante la Grande Depressione catturati dallo sguardo della documentarista statunitense Dorothea Lange ; i rivoluzionari ritratti di Annie Leibovitz scelta, nel 2016, per una epocale edizione del Calendario Pirelli che ha visto protagoniste, tra le altre, Yoko Ono, Serena Williams e Patti Smith.
 

La mostra sarà suddivisa in tre sezioni cronologiche. La prima va dagli anni ’30 ai ’50, quando lo sguardo della artiste incontrerà momenti cruciali della storia del Novecento come la grande crisi economica statunitense, la seconda guerra mondiale e la successiva ricostruzione, testimoniate dalle americane Dorothea Lange, Margareth Bourke-White, Berenice Abbott, Lee Miller, Lisette Model e Ruth Orkin, e delle europee Tina Modotti, Giséle Freund e Inge Morath.
Il secondo arco temporale va dagli anni ’60 agli ’80 con i grandi rivolgimenti sociali e di costume, dalla guerra in Vietnam alla società dei consumi alla mafia alle questioni di genere negli scatti di Susan Meiselas, Eve Arnold, Annie Leibovitz, Diane Arbus, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Dayanita Singh, Graciela Iturbide, Paola Mattioli e Claudia Andujar.
 

Infine gli ultimi anni del XX secolo e i primi del XXI che vedono emergere e affermarsi le culture extra-occidentali. In quest’ultima sezione troviamo fotografe africane come Zanele Muholi, asiatiche come Cao Fei, iraniane come Shadi Gadhirian, europee come la forlivese Silvia Camporesi, la ceca residente in Germania Jitka Hanzlova, la giovanissima russa Nanna Heitmann e Cristina De Middel, europea che vive in Sudamerica. Oltre 250 immagini, una trentina di artiste provenienti da 12 Paesi e 4 diversi continenti: un viaggio unico in quella che Lazzari definisce "la più importante mostra del genere mai fatta in Italia".