Avevano 69, 89 e 107 anni. Sono tre delle sei vittime del covid conteggiate nella giornata di ieri. Tre uomini, tre storie di vite che hanno lasciato il segno. Quinto Dall’Agata, 107 anni, era il decano di Forlì e il più anziano di tutta la provincia. Non è chiaro, data l’età avanzata, quanto il Covid abbia influito sulla sua morte. Quel che è certo è che nel corso della sua vita straordinariamente lunga Dall’Agata ha battuto molti record: al momento era il più anziano non solo di Forlì, ma di tutta la provincia, nonché il sesto più longevo in Romagna, 15° della Regione. I veri record di Quinto, detto Barisel, non si misurano con le classifiche, ma con i fatti: fino a 105 anni guidava l’auto, faceva l’orto e usciva per andare a trovare gli amici. Il suo...

Avevano 69, 89 e 107 anni. Sono tre delle sei vittime del covid conteggiate nella giornata di ieri. Tre uomini, tre storie di vite che hanno lasciato il segno. Quinto Dall’Agata, 107 anni, era il decano di Forlì e il più anziano di tutta la provincia. Non è chiaro, data l’età avanzata, quanto il Covid abbia influito sulla sua morte. Quel che è certo è che nel corso della sua vita straordinariamente lunga Dall’Agata ha battuto molti record: al momento era il più anziano non solo di Forlì, ma di tutta la provincia, nonché il sesto più longevo in Romagna, 15° della Regione. I veri record di Quinto, detto Barisel, non si misurano con le classifiche, ma con i fatti: fino a 105 anni guidava l’auto, faceva l’orto e usciva per andare a trovare gli amici. Il suo segreto? Lo confessava in un’intervista su Teleromagna: tanta frutta e verdura, niente fumo nè alcol. Dall’Agata era nato il 1° novembre 1913, aveva vissuto la guerra ed era stato anche prigioniero in Germania. Il suo parroco, don Giovanni Severi, conserva tanti ricordi, ad esempio della volta in cui, quando aveva ‘appena’ 103 anni, in occasione di una visita del vescovo Lino Pizzi, salì sul ciliegio in cortile per raccogliere i frutti freschi da regalargli.

Addio anche a Mario Bartoli, storico medico condotto del quartiere Romiti, morto a 89 anni in seguito a complicanze del Covid. Lascia la moglie Alfonsa e la figlia Silvia. "Era andato in pensione nel 1999, dopo aver lavorato una vita con impegno ed entusiasmo – racconta la dottoressa Brunella Biguzzi, che gli è succeduta nel suo ambulatorio di via Valeria –. Quando ho incontrato i suoi pazienti, ho avuto conferma di quello che già pensavo: non era solo un medico bravissimo, ma anche una persona umanamente eccezionale, sempre disponibile. Per le persone che seguiva era un padre, un fratello, un amico, un punto di riferimento per tutte le famiglie del quartiere… Proprio come è stato anche per me". "Mario ha dato a tutti noi una grande testimonianza di valore civico e morale – scrive il comitato di quartiere Romiti –, per tanti anni è stato protagonista assoluto nell’ascoltare e capire le molteplici problematiche dei suoi pazienti, sempre disponibile e pronto a intervenire a qualsiasi ora".

E il Covid si è portato via, a soli 69 anni, anche l’imprenditore bertinorese Eris Bravi, conosciuto per le sue molteplici attività sia economiche che solidali. Nel 1974, assieme alla compagna, aprì la sua prima attività commerciale nel settore dell’abbigliamento, Gattabuia Boutique a Forlimpopoli, tuttora presente nel comune artusiano. "Da quel momento si espande – ricorda il figlio Kevin, presidente dei giovani industriali dell’Emilia-Romagna –, aprendo altri punti vendita e creando, sempre con la compagna, un’azienda di abbigliamento a distribuzione globale. Parallelamente investe nel settore delle costruzioni, dando vita a un importante gruppo immobiliare". A 36 anni venne insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per meriti di solidarietà sociale. Laureato in economia e commercio, fondò nel 1990 la Banca Popolare di Forlì. È stato membro del consiglio generale di Confindustria Forlì-Cesena e del comitato credito della Piccola industria di Confindustria Romagna. Sul finire del 2020 aveva fondato un’associazione benefica denominata Romagna CuTerCo orientata alla diffusione della cultura territoriale, alla tutela delle persone in difficoltà e all’affiancamento dei giovani in cerca di lavoro. "Da tempo – ricorda il figlio – era estimatore e promotore di iniziative di solidarietà e sostegno verso gli studenti del centro nazionale Opera Salesiana di Forlì. Per chiunque volesse dare l’ultimo saluto a mio padre, sarà allestita la camera ardente presso l’ospedale di Forlimpopoli da oggi alle 9 fino a domani alle 14". La messa si celebrerà domani alle 15 presso la Chiesa di San Biagio a Forlì.