Silent key I4CEA. I radioamatoro capiranno il messaggio. Tradotto nel linguaggio comune significa che Carlo Cortesi (codice da radioamatore, appunto, I4CEA) se n’è andato e, dalla sua stazione, non giungeranno più segnali. Cortesi, morto in seguito a complicanze del Covid, è il fondatore di ’Elettronica Cortesi’ e avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 25 febbraio. In oltre sessant’anni di attività, la sua azienda, ora gestita dai figli, è diventata un punto di riferimento nei sistemi elettronici per la sicurezza, dando lavoro a oltre 50 dipendenti che oggi di...

Silent key I4CEA. I radioamatoro capiranno il messaggio. Tradotto nel linguaggio comune significa che Carlo Cortesi (codice da radioamatore, appunto, I4CEA) se n’è andato e, dalla sua stazione, non giungeranno più segnali. Cortesi, morto in seguito a complicanze del Covid, è il fondatore di ’Elettronica Cortesi’ e avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 25 febbraio. In oltre sessant’anni di attività, la sua azienda, ora gestita dai figli, è diventata un punto di riferimento nei sistemi elettronici per la sicurezza, dando lavoro a oltre 50 dipendenti che oggi di Carlo non ricordano solo il lato imprenditoriale, ma anche quello umano, vulcanico, capace di ideare sempre nuovi progetti.

Quella di Cortesi per la tecnologia è una passione che è sempre andata ben oltre al lavoro, a partire dal 1951, quando contribuì a fondare l’associazione Radioamatori di Forlì.

"Cominciò con un piccolo negozio di radio in corso Garibaldi, poi iniziò a riparare anche tv in bianco e nero e, alla fine, diede vita all’azienda che ha seguito fino all’ultimo – racconta Giorgio Ugolini, anche lui radioamatore, che preferisce farsi chiamare con il suo codice: IK4MTA –. La sua passione per le radio era enorme, al punto che fu ben felice di spendere il suo tempo e il suo denaro per la fondazione dell’associazione. Oggi siamo abituati a gettare tutto al primo guasto, dal telefonino alla televisione. Carlo, invece, riparava tutto. Le radio le apriva e sapeva leggerle come un libro, sistemando ogni guasto e non pensava mai solo per sé: ha aiutato tanti di noi e non chiedeva nemmeno un centesimo in cambio".

Ugolini non ha dubbi: "Non è eccessivo definirlo genio nel suo campo. Addirittura aveva imparato l’inglese per poter leggere le riviste sulle radio che non si trovavano in italiano".

Quando a Carlo, ormai un ventennio fa, era arrivata la comunicazione che non doveva più versare la quota di iscrizione all’associazione perché era membro da ben 50 anni, lui era stato felice, ma ci aveva tenuto a puntualizzare: "Mica per i soldi! Sono solo soddisfatto di essere arrivato fin qui". Infatti la sua quota aveva sempre voluto versarla lo stesso: "Tenetela come fondo cassa", diceva.

La generosità di Cortesi, l’amico Ugolini la ricorda bene: "Ogni tanto glielo dicevo: ’Tu nella tua vita hai fatto solo del bene’, e lui rispondeva: ’Ho fatto del mio meglio’. Si reputava una persona normale, e forse a suo modo lo era, ma persone normali come era lui di certo non ce ne sono più".

Fu proprio lui, molti anni fa, a donare il terreno di via Fiorenzuola alla Cava sul quale sorge la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice dove, domattina alle 10.15, si terranno i funerali in forma ristretta. Fino ad allora sarà allestita la camera ardente al Morgani-Pierantoni. Nella giornata delle esequie l’azienda rimarrà chiusa in segno di lutto.

Sofia Nardi