Addio Eataly
Addio Eataly
di Sofia Nardi L’ufficialità arrivata nelle ultime ore non ha fatto che dare concretezza a una voce che tanti forlivesi hanno continuato fino all’ultimo a sperare fosse fallace: Eataly in piazza Saffi, a 6 anni dalla sua inaugurazione (era il 25 febbraio 2015) nello storico Palazzo Talenti Framonti, non riaprirà i battenti. Da settimane i locali erano chiusi, una "chiusura temporanea", assicuravano dal gruppo di Oscar Farinetti, evidentemente in attesa degli sviluppi che sono arrivati martedì, quando l’assemblea dei soci ha deliberato la liquidazione. Lo statement di Eataly Romagna tiene a precisarlo: la pandemia e il passaggio dell’Emilia-Romagna in zona rossa senz’altro hanno aggravato la situazione, ma i problemi del grande store inaugurato sei anni fa...

di Sofia Nardi

L’ufficialità arrivata nelle ultime ore non ha fatto che dare concretezza a una voce che tanti forlivesi hanno continuato fino all’ultimo a sperare fosse fallace: Eataly in piazza Saffi, a 6 anni dalla sua inaugurazione (era il 25 febbraio 2015) nello storico Palazzo Talenti Framonti, non riaprirà i battenti.

Da settimane i locali erano chiusi, una "chiusura temporanea", assicuravano dal gruppo di Oscar Farinetti, evidentemente in attesa degli sviluppi che sono arrivati martedì, quando l’assemblea dei soci ha deliberato la liquidazione.

Lo statement di Eataly Romagna tiene a precisarlo: la pandemia e il passaggio dell’Emilia-Romagna in zona rossa senz’altro hanno aggravato la situazione, ma i problemi del grande store inaugurato sei anni fa erano preesistenti. "Il negozio di Forlì purtroppo non aveva mai raggiunto una sostenibilità economica – spiegano –, anche se questa situazione di difficoltà è stata aggravata dalla pandemia e dagli effetti delle restrizioni sulla ristorazione, anima di questo punto vendita. In occasione della scadenza del contratto di locazione – precisano – ci siamo trovati costretti a non poterlo rinnovare ulteriormente".

Un impegno preciso è rivolto anche ai 31 lavoratori impiegati a vari livelli nel negozio di piazza Saffi: "La nostra priorità – proseguono – oggi riguarda la situazione dei dipendenti del negozio. Ci impegniamo a lavorare con le organizzazioni sindacali in modo fattivo e collaborativo per trovare soluzioni volte a ridurre gli impatti di stabilità reddituale sui nostri dipendenti. Ringraziamo le persone che sono state con noi in questi anni per la passione e la professionalità, e l’intera città di Forlì".

La chiusura di Eataly oggi lascia un grande e allarmante vuoto nella principale piazza cittadina, che rischia di vedere abbandonati a loro stessi i tre piani dell’edificio recentemente ristrutturato proprio per accogliere il negozio, i ristoranti e il bar del marchio, ma già si parla del nuovo impiego. Alcune voci, né confermate né smentite, parlano della possibilità che a subentrare possa essere Conad, non con un semplice supermercato, bensì con uno store dedicato alla vendita di prodotti regionali ed eccellenze gastronomiche italiane: un modo, quindi, per lasciare quanto più possibile intatta la vocazione del luogo.

Il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, con una nota, ha voluto ribadire l’estraneità dell’amministrazione nella decisione di chiudere e ha ascritto la liquidazione alle conseguenze della pandemia in un contesto aziendale già instabile: "Quando si verificano circostanze di questo tipo, – scrive il primo cittadino – frutto di fattori esterni alla volontà locale, nasce spontaneo un sentimento di sconforto per il futuro dell’economia del territorio e per quello delle persone che vi lavorano. La stessa chiusura, tuttavia, va ragionata nell’ambito di un sistema del commercio e della ristorazione più complesso, colpito duramente dagli effetti del Covid. Nonostante i tentativi di lungo corso, profusi dalla compagine societaria, di rendere il punto vendita di piazza Saffi più sostenibile e attrattivo per la comunità locale, la zona rossa e le restrizioni hanno accentuato una situazione aziendale che è parsa, negli ultimi tempi, preoccupante e a tratti irreversibile".

Il primo cittadino poi aggiunge che, a suo avviso, "il ridimensionamento di Eataly e la chiusura del punto vendita forlivese rappresentano, dunque, un esito prevedibile alla luce della grave situazione di crisi venutasi a creare con la pandemia. Laddove erano già presenti, le difficoltà per molti commercianti si sono aggravate in quest’ultimo anno rendendo sofferta, ma necessaria, la decisione di chiudere. Il Comune di Forlì – conclude Zattini – per quanto di sua competenza, farà tutto il possibile per garantire la riapertura di uno degli immobili simbolo del nostro centro storico".